Ha dovuto combattere una dura battaglia legale ma alla fine è riuscita a spuntarla. Ora è autorizzata a "svagarsi" durante le pause di lavoro utilizzato anche il pc aziendale.
Ana Catarina Silvares Bezerra è stata autorizzata dal tribunale del lavoro di Vila Velha, nello stato dell'Espírito Santo,Brasile, a fare una pausa di 15 minuti ogni due ore di lavoro, e a guardare video e foto hard sul pc aziendale. Tutto ciò perchè le è stata riconosciuta una forma di disturbo sessuale (del quale non si conosce rimedio scientifico) che la obbliga a ricercare l'orgasmo ripetute volte durante la giornata.
La notizia oramai diffusa a livello "globale" è partita dalla pubblicazione di un'intervista di un giornale sudamericano dove la donna ha ammesso che deve masturbarsi decine di volte al giorno. Il disturbo di cui soffre, «sindrome di eccitazione genitale persistente» non dispone di una cura che riesca a frenare l’eccitazione. Se non soddisfa la sua sete irrefrenabile di toccarsi la paziente è soggetta a forti crisi depressive e a continui stati d'ansia. I medici sono riusciti a realizzare un cocktail di tranquillanti grazie al quale la trentaseienne brasiliana riesce a "limitarsi" a una ventina di "applicazioni al giorno contro le quaranta del passato. Come dire... soddisfatta solo a metà!!!!
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mercoledì 18 maggio 2011
sabato 9 aprile 2011
Se un uomo incrocia una donna....
Il quesito è vecchio come il cucco. Per tanto tempo si è cercato di porre fine al dilemma di "cosa guarda prima un uomo incrociando una donna?". In pratica da cosa viene colpito per primo?
Oggi finalmente, come per magia, spunta fuori un certo dottor Paul Dobransky, americano, psicologo ed esperto di relazioni il quale è sicuro che nei primi cinque minuti, gli uomini sono attratti dalla bellezza fisica e che ognuno di loro ha il suo particolare gusto ed è incredibilmente attratto da un singolo aspetto della donna.
Ovviamente per cercare conferme non si poteva evetare di chiedere ai diretti interessati così da un sondaggio condotto da un sito americano BettyConfidential.com sono saltate fuori queste sorprese:
1 – I capelli
Sembra davvero incredibile ma la maggior parte degli uomini giura di essere attratto, in primo luogo, dai capelli. Lunghi, brillanti e dalla capacità ipnotica sono il primo elemento che si nota da lontano. I capelli, poi, riescono a regalare una prima impressione sul modo di essere. Le donne con i capelli sani sembrano denotare maggiore personalità, intelligenza e sicurezza professionale, tutti elementi ritenuti importanti per una relazione.
2 – Gli occhi e il viso
Dopo i capelli, ad essere notati e scrutati sono gli occhi e i lineamenti del viso. Un bel volto accompagnato da uno sguardo intenso colpisce gli uomini molto più che un vestito troppo attillato e li spinge a cercare una conversazione e un primo contatto.
3 – Il corpo
Al contrario delle aspettative, il corpo si trova ‘solo’ in terza posizione tra le preferenze maschili. Per avere un bel corpo, infatti, serve cura, dedizione e disciplina, tutte caratteristiche molto apprezzate in una donna.
4 – Lo stile
Infine, lo stile di una donna sembra passare in secondo piano. Il modo di camminare e il tipo di atmosfera che si crea in sua presenza ovvero il tipo di coinvolgimento che provoca sono caratteristiche che sfuggono al primo incontro.
Sarà pure così ma personalmente mi associo all'amico che ha detto:
Paul dobransky .... ma cha c@zzo dici !! trovati davanti una lavatrice alta un metro e larga un metro (un cubo di carne) ... poi mi dici se gli guardi i capelli o cerchi l'uscita di sicurezza !!!
Oggi finalmente, come per magia, spunta fuori un certo dottor Paul Dobransky, americano, psicologo ed esperto di relazioni il quale è sicuro che nei primi cinque minuti, gli uomini sono attratti dalla bellezza fisica e che ognuno di loro ha il suo particolare gusto ed è incredibilmente attratto da un singolo aspetto della donna.
Ovviamente per cercare conferme non si poteva evetare di chiedere ai diretti interessati così da un sondaggio condotto da un sito americano BettyConfidential.com sono saltate fuori queste sorprese:
1 – I capelli
Sembra davvero incredibile ma la maggior parte degli uomini giura di essere attratto, in primo luogo, dai capelli. Lunghi, brillanti e dalla capacità ipnotica sono il primo elemento che si nota da lontano. I capelli, poi, riescono a regalare una prima impressione sul modo di essere. Le donne con i capelli sani sembrano denotare maggiore personalità, intelligenza e sicurezza professionale, tutti elementi ritenuti importanti per una relazione.
2 – Gli occhi e il viso
Dopo i capelli, ad essere notati e scrutati sono gli occhi e i lineamenti del viso. Un bel volto accompagnato da uno sguardo intenso colpisce gli uomini molto più che un vestito troppo attillato e li spinge a cercare una conversazione e un primo contatto.
3 – Il corpo
Al contrario delle aspettative, il corpo si trova ‘solo’ in terza posizione tra le preferenze maschili. Per avere un bel corpo, infatti, serve cura, dedizione e disciplina, tutte caratteristiche molto apprezzate in una donna.
4 – Lo stile
Infine, lo stile di una donna sembra passare in secondo piano. Il modo di camminare e il tipo di atmosfera che si crea in sua presenza ovvero il tipo di coinvolgimento che provoca sono caratteristiche che sfuggono al primo incontro.
Sarà pure così ma personalmente mi associo all'amico che ha detto:
Paul dobransky .... ma cha c@zzo dici !! trovati davanti una lavatrice alta un metro e larga un metro (un cubo di carne) ... poi mi dici se gli guardi i capelli o cerchi l'uscita di sicurezza !!!
martedì 5 aprile 2011
Se Liza la "luna" vi fa l'occhiolino.....
A partire dallo scorso fine settimana, quello che è stato chiamato "Lizamoon" sta colpendo un’infinità di siti Internet (milioni di siti per la precisione).
Lizamoon in pratica sfrutta una vulnerabilità presente in molte applicazioni Web, come i CMS (Content Management System) per iniettare nei siti un link ad uno script presente all’indirizzo lizamoon.com. L'utente contattato che visita il sito infetto viene reindirizzato verso una pagina Web che contiene uno scareware. In pratica si viene invitati ad acquistare un software e installarlo per eliminare un fantomatico trojan rilevato sul computer.
Per l’utente che ci casca, oltre la beffa anche il danno, visto che non solo perde dei soldi per acquistare il finto antivirus, ma compromette il proprio PC. Tra le vittime c’è anche il software multimediale iTunes di Apple, anzi più precisamente i link che possono essere aperti all’interno del programma: aprire l’URL “infetto” in iTunes ad ogni modo non produce alcune effetto e l’attacco fallisce. Un'ottima profilassi per l'utente è quella di evitare di installare file sconosciuti o di dubbia provenienza.
Lizamoon in pratica sfrutta una vulnerabilità presente in molte applicazioni Web, come i CMS (Content Management System) per iniettare nei siti un link ad uno script presente all’indirizzo lizamoon.com. L'utente contattato che visita il sito infetto viene reindirizzato verso una pagina Web che contiene uno scareware. In pratica si viene invitati ad acquistare un software e installarlo per eliminare un fantomatico trojan rilevato sul computer.
Per l’utente che ci casca, oltre la beffa anche il danno, visto che non solo perde dei soldi per acquistare il finto antivirus, ma compromette il proprio PC. Tra le vittime c’è anche il software multimediale iTunes di Apple, anzi più precisamente i link che possono essere aperti all’interno del programma: aprire l’URL “infetto” in iTunes ad ogni modo non produce alcune effetto e l’attacco fallisce. Un'ottima profilassi per l'utente è quella di evitare di installare file sconosciuti o di dubbia provenienza.
venerdì 25 marzo 2011
Nucleare facciamo chiarezza per saperne dippiù
Di recente, a seguito delle problematiche giapponesi derivanti dalla catastrofe terremoto-tsunami, tutto il mondo ha assistito sgomento, a un continuo susseguirsi di notizie e informazioni che hanno "bombardato" e turbato la nostra psiche e hanno generato anche quelche incomprensione o paura dovuta al non comprendere perfettamente tutte le notizie divulgate. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza sull'argomento classificazione dei codici.
Il sistema di codici nucleari contenuti nella Scala INES ((International Nuclear Event Scale), adottata internazionalmente dall'IAEA (International Atomic Energy Agency) sono:
- livello 0 (zero): Deviazione (non significativo per la sicurezza)
- livello 1: Anomalia, con conseguenze praticamente nulle per la popolazione e l'ambiente.
- livello 2: Guasto, con conseguenze sulle persone valutabili in dosi assorbite di radiazioni piuttosto basse
- livello 3: Guasto grave, con conseguenze sulle persone valutabili in dosi assorbite di radiazioni piuttosto basse
- livello 4: Incidente senza conseguenze significative all'esterno dell'impianto. Incidente con impatto esterno minore, con esposizione radiologica della popolazione circostante dell'ordine dei limiti prescritti. Guasto significante del nocciolo di un reattore nucleare o barriere protettive, con esposizione fatale di un lavoratore dell'impianto (Windscale -oggi Sellafield-, 1973; Saint-Laurent, 1980)
- livello 5: Incidente con possibili conseguenze all'esterno dell'impianto. Rilascio all'esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente ai valori compresi tra 100 e 1000 Tera-Becquerel (TBq), richiedente una parziale attuazione di pianificate contromisure (Windscale -oggi Sellafield-, 1957; Three Mile Island, 1979)
- livello 6: Incidente grave. Significante rilascio all'esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente a valori compresi fra 1 e 10 PBq di iodio-131, tale da richiedere la completa attuazione di pianificate contromisure facenti parte di un piano di emergenza esterno al fine di limitare gravi effetti sulla salute della popolazione (Mayak, 1957)
- livello 7: Incidente molto grave. Rilascio all'esterno di un impianto di grandi dimensioni di ingenti quantità di materiale radioattivo (maggiori di 10 Peta-Becquerel (PBq) equivalenti di iodio-131) in un'area molto vasta con conseguenti effetti acuti sulla salute della popolazione esposta e conseguenze gravi sull'ambiente (Chernobyl, 1986)
Il sistema di codici nucleari contenuti nella Scala INES ((International Nuclear Event Scale), adottata internazionalmente dall'IAEA (International Atomic Energy Agency) sono:
- livello 0 (zero): Deviazione (non significativo per la sicurezza)
- livello 1: Anomalia, con conseguenze praticamente nulle per la popolazione e l'ambiente.
- livello 2: Guasto, con conseguenze sulle persone valutabili in dosi assorbite di radiazioni piuttosto basse
- livello 3: Guasto grave, con conseguenze sulle persone valutabili in dosi assorbite di radiazioni piuttosto basse
- livello 4: Incidente senza conseguenze significative all'esterno dell'impianto. Incidente con impatto esterno minore, con esposizione radiologica della popolazione circostante dell'ordine dei limiti prescritti. Guasto significante del nocciolo di un reattore nucleare o barriere protettive, con esposizione fatale di un lavoratore dell'impianto (Windscale -oggi Sellafield-, 1973; Saint-Laurent, 1980)
- livello 5: Incidente con possibili conseguenze all'esterno dell'impianto. Rilascio all'esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente ai valori compresi tra 100 e 1000 Tera-Becquerel (TBq), richiedente una parziale attuazione di pianificate contromisure (Windscale -oggi Sellafield-, 1957; Three Mile Island, 1979)
- livello 6: Incidente grave. Significante rilascio all'esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente a valori compresi fra 1 e 10 PBq di iodio-131, tale da richiedere la completa attuazione di pianificate contromisure facenti parte di un piano di emergenza esterno al fine di limitare gravi effetti sulla salute della popolazione (Mayak, 1957)
- livello 7: Incidente molto grave. Rilascio all'esterno di un impianto di grandi dimensioni di ingenti quantità di materiale radioattivo (maggiori di 10 Peta-Becquerel (PBq) equivalenti di iodio-131) in un'area molto vasta con conseguenti effetti acuti sulla salute della popolazione esposta e conseguenze gravi sull'ambiente (Chernobyl, 1986)
lunedì 21 febbraio 2011
John Carpenter. Solo i migliori fanno queste cose....
Bello, bellissimo. Mi emoziona ragazzi. Che dire... ricordatevi questo nome: John Carpenter. E poi ricordatevi tutti che avete un padre. E che lo si dovrebbe sempre amare!!!
Lassi Hurskainen, un nome un fenomeno...
Ragazzi c'è poco da dire (anche perchè a me le parole sono rimaste in bocca quando ho visto questo video) e molto da strabiliarsi. Veramente preferisco non fare commenti e lasciarli fare a voi.
Godetevi il video perchè non è facile trovare persone che riescono a fare del proprio lavoro "lo stato dell'arte, la perfezione assoluta..."
Godetevi il video perchè non è facile trovare persone che riescono a fare del proprio lavoro "lo stato dell'arte, la perfezione assoluta..."
mercoledì 9 febbraio 2011
Neopatentati: ecco l'aggiornamento delle norme di guida per voi.
Entrano oggi in vigore le nuove norme per i neopatentati dettate dal codice della strada. Sono state introdotte con la finalità di ridurre il numero di incidenti stradali, in cui sono coinvolti principalmente i giovani, spesso alla guida di mezzi troppo potenti rispetto all’esperienza maturata su strada.
Sono state rese note le nuove modifiche al codice della strada per quanto riguarda tutti coloro che conseguono la patente di guida a partire dal 9 febbraio 2011. Chi ha la patente “B” per il primo anno dal rilascio non potrà mettersi alla guida di autovetture con potenza specifica superiore a 55 kW per tonnellata (il dato è possibile trovarlo sul libretto di circolazione dell’automobile).
Per quanto riguarda invece i veicoli della categoria M1, che consentono di trasportare fino a 8 persone, i neopatentati potranno guidarli solo se la loro potenza massima non supera i 70 kW.
Inoltre per i primi tre anni di conseguimento della patente “B” bisognerà rispettare precisi limiti di velocità: 100 Km/h in autostrada e 90 Km/h sulle strade extraurbane. Per i trasgressori sono previste multe che vanno da 148 ai 594 Euro e la sospensione della patente per un periodo compreso tra due ed otto mesi.
Parere personale, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei limiti di velocità in autostrada ritengo queste disposizioni una emerita "pacchianata all'italiana..." per il fatto che di controlli del genere in autostrada praticamente in 22 anni di guida non ne ho mai visti fare e mi chiedo come possano essere fatti dal momento che intanto di pattuglie in autostrada se ne vedono sempre meno (vuoi per le riduzioni della crisi economica vuoi per l'installazione dei "Tutor" che dovrebbero agevolare e snellire i controlli umani...).
Mi chiedo insomma come dovrebbero essere fatti questi controlli? Forse una pattuglia che in autostrada, viaggiando a 110 km orari, si "affianca" all'auto e guarda chi guida e se ritiene che l'autista sia troppo giovane, lo si fa accostare per la contravvenzione? L'unica alternativa sarebbe quella di usare telelaser e simili e fermare anche chi supera i 100km orari, farli fermare e e poi. alla vista di un'attempata 70enne "uscirsene" con un laconico "mi scusi signora, le auguriamo un buon proseguimento del viaggio...."
Sono state rese note le nuove modifiche al codice della strada per quanto riguarda tutti coloro che conseguono la patente di guida a partire dal 9 febbraio 2011. Chi ha la patente “B” per il primo anno dal rilascio non potrà mettersi alla guida di autovetture con potenza specifica superiore a 55 kW per tonnellata (il dato è possibile trovarlo sul libretto di circolazione dell’automobile).
Per quanto riguarda invece i veicoli della categoria M1, che consentono di trasportare fino a 8 persone, i neopatentati potranno guidarli solo se la loro potenza massima non supera i 70 kW.
Inoltre per i primi tre anni di conseguimento della patente “B” bisognerà rispettare precisi limiti di velocità: 100 Km/h in autostrada e 90 Km/h sulle strade extraurbane. Per i trasgressori sono previste multe che vanno da 148 ai 594 Euro e la sospensione della patente per un periodo compreso tra due ed otto mesi.
Parere personale, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei limiti di velocità in autostrada ritengo queste disposizioni una emerita "pacchianata all'italiana..." per il fatto che di controlli del genere in autostrada praticamente in 22 anni di guida non ne ho mai visti fare e mi chiedo come possano essere fatti dal momento che intanto di pattuglie in autostrada se ne vedono sempre meno (vuoi per le riduzioni della crisi economica vuoi per l'installazione dei "Tutor" che dovrebbero agevolare e snellire i controlli umani...).
Mi chiedo insomma come dovrebbero essere fatti questi controlli? Forse una pattuglia che in autostrada, viaggiando a 110 km orari, si "affianca" all'auto e guarda chi guida e se ritiene che l'autista sia troppo giovane, lo si fa accostare per la contravvenzione? L'unica alternativa sarebbe quella di usare telelaser e simili e fermare anche chi supera i 100km orari, farli fermare e e poi. alla vista di un'attempata 70enne "uscirsene" con un laconico "mi scusi signora, le auguriamo un buon proseguimento del viaggio...."
giovedì 4 novembre 2010
Dalla fondazione Ania un ennesimo grido di allarme: un morto ogni 6 ore!
Un morto ogni 6 ore vuol dire circa 1400 vite spezzate in un anno. Parliamo purtroppo del triste primato che spetta al nostro paese in quanto a numero di decessi di motociclisti ogni anno.
A Roma si usa la tipica esclamazione "eh te pareva!"... potremmo dirla in tanti modi diversi ma (purtroppo) la sostanza non cambia.
Una situazione «non più ignorabile e alla quale dobbiamo immediatamente porre rimedio». Questo l'allarme di Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza stradale, nel giorno dell'inaugurazione del Salone del Ciclo e del Motociclo a Milano.
I dati presentati sono relativi all'anno 2008 ma è difficile credere che la situazione sia tanto diversa anche oggi. Secondo i dati raccolti il oltre la metà dei centauri morti è sulle strade di città e quasi il 90% delle vittime erano maschi. La fascia d'età più colpita è quella tra i 30 e i 44 anni, che poi sono i maggiori utilizzatori delle due ruote. Seguono ragazzi tra i 25 e i 29 anni (14% del totale).
Le cause? Sempre le stesse: mala educazione e disattenzione nei confronti dei motociclisti, pessime condizioni delle strade (soprattutto di quelle urbane), bassa attenzione tenuta dagli stessi motociclisti, dagli scarsi equipaggiamenti al non corretto uso del casco. Aggiungiamo (parere personale da motociclista navigato) anche la scarsa conoscenza delle tecniche di guida fondamentali e un sistema legislativo che consente con troppa facilità di approcciare alla guida di motoveicoli e scooter (questi ultimi oramai missili terra-terra da 170km/ora) che in mani sbagliate possono provocare disastri e tragedie familiari e umane veramente importanti.
La Fondazione Ania ha ottenuto che nell'esame per il patentino delle due ruote venga introdotta la prova pratica e dal primo gennaio 2011 bisognerà sostenere anche quella. Lodevole l'attività di Ania Campus che porta in giro per le piazze d'Italia istruttori per insegnare ai 15enni frenate, tecniche di guida e controllo del mezzo.
A Roma si usa la tipica esclamazione "eh te pareva!"... potremmo dirla in tanti modi diversi ma (purtroppo) la sostanza non cambia.
Una situazione «non più ignorabile e alla quale dobbiamo immediatamente porre rimedio». Questo l'allarme di Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza stradale, nel giorno dell'inaugurazione del Salone del Ciclo e del Motociclo a Milano.
I dati presentati sono relativi all'anno 2008 ma è difficile credere che la situazione sia tanto diversa anche oggi. Secondo i dati raccolti il oltre la metà dei centauri morti è sulle strade di città e quasi il 90% delle vittime erano maschi. La fascia d'età più colpita è quella tra i 30 e i 44 anni, che poi sono i maggiori utilizzatori delle due ruote. Seguono ragazzi tra i 25 e i 29 anni (14% del totale).
Le cause? Sempre le stesse: mala educazione e disattenzione nei confronti dei motociclisti, pessime condizioni delle strade (soprattutto di quelle urbane), bassa attenzione tenuta dagli stessi motociclisti, dagli scarsi equipaggiamenti al non corretto uso del casco. Aggiungiamo (parere personale da motociclista navigato) anche la scarsa conoscenza delle tecniche di guida fondamentali e un sistema legislativo che consente con troppa facilità di approcciare alla guida di motoveicoli e scooter (questi ultimi oramai missili terra-terra da 170km/ora) che in mani sbagliate possono provocare disastri e tragedie familiari e umane veramente importanti.
La Fondazione Ania ha ottenuto che nell'esame per il patentino delle due ruote venga introdotta la prova pratica e dal primo gennaio 2011 bisognerà sostenere anche quella. Lodevole l'attività di Ania Campus che porta in giro per le piazze d'Italia istruttori per insegnare ai 15enni frenate, tecniche di guida e controllo del mezzo.
giovedì 14 ottobre 2010
E mo so' uccelli per diabetici.....
La seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha infatti stabilito, con la sentenza 21091/10, che non è più necessario segnalare la presenza degli autovelox purché i rilevatori vengano gestiti direttamente dalla polizia municipale.
L’apparecchio potrà essere posizionato in qualsiasi punto di qualsiasi strada indipendentemente dalle aree individuate dai decreti prefettizi. Inoltre la contestazione dell’infrazione del limite di velocità potrà non essere contestuale alla rilevazione dell’infrazione.
I giudici hanno cassato una decisione del Tribunale di Locri, presa a seguito di un ricorso per una multa presentato a Stignano, provincia di Reggio Calabria: il Tribunale aveva considerato viziato l’uso dell’autovelox perché posizionato su un tratto di strada non menzionato nei decreti prefettizi così come regolato dall’articolo 4 del decreto legge 121/2002 ed aveva ritenuto che la legge non era stata rispettata perché il dispositivo utilizzato dalla polizia municipale di Stignano non era omologato singolarmente.
p.s. scusate la domanda ma in questo modo che fine fa il principio della prevenzione degli incidenti?
venerdì 17 settembre 2010
Ti sei innamorato? Risultato: un amico e un parente in meno.
Quando ci si innamora bisogna sobbarcarsi il "costo" della relazione sentimentale dal punto di vista della cerchia degli affetti.
I ricercatori dell'Istituto di Antropologia Cognitiva dell'Università di Oxford hanno presentato il loro studio al British Science Festival di Birmingham. A quanto pare, chi trova l'amore "perde" in media due persone del cuore, un amico e persino un parente.
Il costo dell'amore. "La nostra ricerca è partita da un'osservazione molto semplice", spiega Maxwell Burton-Chellew, co-autore dello studio, a Repubblica. it. "Essere impegnati in una relazione sentimentale richiede un notevole sforzo dal punto di vista energetico e temporale. L'obiettivo era misurare, secondo le leggi della scienza, l'impatto di questo impegno sulla vita sociale". Per farlo, i ricercatori hanno passato al setaccio le relazioni di 540 persone dai 18 anni in su, con un'età media di circa 28 anni. "I risultati - aggiunge Maxwell, ricercatore presso il Dipartimento di Zoologia di Oxford - parlano chiaro: quando ci si innamora, la cerchia degli affetti più stretti perde dei pezzi. Da una media di cinque individui, si passa a quattro, di cui uno è la persona amata".
Una questione di numeri. La ricerca è stata diretta dal professor Robin Dunbar, capo dell'Istituto di Antropologia Cognitiva di Oxford, già famoso per il "numero" che porta il suo nome e autore del libro "How many friends does a person need?" ("Di quanti amici ha bisogno una persona?"). Fu lui il primo a dare un limite di "sostenibilità cognitiva" a quanti amici si possono avere su social network come Facebook: 150 e non di più. Il suo modello delle relazioni sociali, elaborato negli anni Novanta e riadattato in chiave 2.0, fissa a 150 il numero di persone con cui un essere umano riesce ad avere a che fare. Tale soglia sarebbe determinata dal funzionamento della nostra neocorteccia, la parte del cervello responsabile del linguaggio e del pensiero cosciente. La rete sociale di ognuno, secondo Dunbar e Burton, può essere vista come un circolo concentrico. "Al centro - spiega Dunbar - c'è l'Ego, vale a dire il soggetto. Subito dopo si trova il cosiddetto network di supporto, formato da una media di cinque persone: coloro a cui andiamo a chiedere aiuto quando ci troviamo in difficoltà emotiva o finanziaria. Poi c'è il gruppo di simpatia o solidarietà, di solito composto da 12-15 membri con cui entriamo in contatto almeno una volta al mese".
Se non c'è posto per tutti. Secondo il nuovo studio, a pagare le spese di un amore novello è soprattutto il cerchio più importante, il network di supporto, fatto di amici e parenti più stretti. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario in tre parti: stato sentimentale, lista delle persone che avrebbero chiamato in caso di "seria crisi emotiva o finanziaria" e indice di probabilità del contatto. Da queste tre variabili i ricercatori hanno derivato un "coefficiente di relazione". Nei single, il network di supporto è formato in media da cinque individui, senza particolari differenze tra uomini e donne. "Le cose cambiano quando si è in coppia", commenta Burton. "Chi si dichiara impegnato in una relazione di tipo amoroso mostra una rete sociale intima decurtata di due elementi: un posto viene preso dal partner, l'altro rimane vacante". Da notare che nemmeno i parenti più prossimi sembrano essere esonerati da questo meccanismo: uno dei due esclusi, infatti, è spesso un membro della famiglia.
L'amante? Non fa la differenza. Posto che il fattore determinante è la minore disponibilità di tempo, ci si potrebbero aspettare effetti catastrofici nel caso di relazioni sentimentali "extra". I numeri, a sorpresa, dicono che non è così. Tra quanti hanno ammesso la presenza di un amante, la maggior parte non nota particolari differenze nella rete di amici prima e dopo la comparsa della new entry. "La consistenza del network di supporto - spiegano i ricercatori - rimane la stessa che per le persone fedeli". Le ragioni, aggiungono, possono essere diverse: da un lato è possibile che il "vecchio partner", seppur ancora attuale, perda il posto nella cerchia del cuore; dall'altro è verosimile che il maggiore stress generato da bugie e sotterfugi aumenti la necessità dell'individuo di confidarsi con soggetti esterni alla vicenda.
"Doppio lavoro". "Dal punto di vista della vita pratica - aggiunge Burton - lo studio può servire a darsi delle risposte. Il fatto che quando ci innamoriamo il nostro network si faccia più esiguo non vuol dire che le nostre esigenze siano cambiate. Chiaramente ci appoggiamo di più su una persona in particolare, che è appunto il nostro compagno o la nostra compagna. Se la matematica non è un'opinione, il soggetto in questione avrà il compito di fare il lavoro di due persone. E' questa la ragione per cui, in molti casi, ci sembra di non ricevere abbastanza supporto dal partner". In fondo, sembra suggerire lo studio, siamo pur sempre esseri umani.
Se tanto mi da tanto facendo un po' i conti, dal momento che mi sono innamorato almeno 40 volte dovrei non avere piu' amici e parenti il ché non è vero. Vero è che gli amici veri sono sempre meno e se vogliamo classificare come "amici" pure quelli che di striscio vedono una foto su facebook e te ne fanno richiesta allora siamo alla frutta. Innamorati o meno!!!!
I ricercatori dell'Istituto di Antropologia Cognitiva dell'Università di Oxford hanno presentato il loro studio al British Science Festival di Birmingham. A quanto pare, chi trova l'amore "perde" in media due persone del cuore, un amico e persino un parente.
Il costo dell'amore. "La nostra ricerca è partita da un'osservazione molto semplice", spiega Maxwell Burton-Chellew, co-autore dello studio, a Repubblica. it. "Essere impegnati in una relazione sentimentale richiede un notevole sforzo dal punto di vista energetico e temporale. L'obiettivo era misurare, secondo le leggi della scienza, l'impatto di questo impegno sulla vita sociale". Per farlo, i ricercatori hanno passato al setaccio le relazioni di 540 persone dai 18 anni in su, con un'età media di circa 28 anni. "I risultati - aggiunge Maxwell, ricercatore presso il Dipartimento di Zoologia di Oxford - parlano chiaro: quando ci si innamora, la cerchia degli affetti più stretti perde dei pezzi. Da una media di cinque individui, si passa a quattro, di cui uno è la persona amata".
Una questione di numeri. La ricerca è stata diretta dal professor Robin Dunbar, capo dell'Istituto di Antropologia Cognitiva di Oxford, già famoso per il "numero" che porta il suo nome e autore del libro "How many friends does a person need?" ("Di quanti amici ha bisogno una persona?"). Fu lui il primo a dare un limite di "sostenibilità cognitiva" a quanti amici si possono avere su social network come Facebook: 150 e non di più. Il suo modello delle relazioni sociali, elaborato negli anni Novanta e riadattato in chiave 2.0, fissa a 150 il numero di persone con cui un essere umano riesce ad avere a che fare. Tale soglia sarebbe determinata dal funzionamento della nostra neocorteccia, la parte del cervello responsabile del linguaggio e del pensiero cosciente. La rete sociale di ognuno, secondo Dunbar e Burton, può essere vista come un circolo concentrico. "Al centro - spiega Dunbar - c'è l'Ego, vale a dire il soggetto. Subito dopo si trova il cosiddetto network di supporto, formato da una media di cinque persone: coloro a cui andiamo a chiedere aiuto quando ci troviamo in difficoltà emotiva o finanziaria. Poi c'è il gruppo di simpatia o solidarietà, di solito composto da 12-15 membri con cui entriamo in contatto almeno una volta al mese".
Se non c'è posto per tutti. Secondo il nuovo studio, a pagare le spese di un amore novello è soprattutto il cerchio più importante, il network di supporto, fatto di amici e parenti più stretti. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario in tre parti: stato sentimentale, lista delle persone che avrebbero chiamato in caso di "seria crisi emotiva o finanziaria" e indice di probabilità del contatto. Da queste tre variabili i ricercatori hanno derivato un "coefficiente di relazione". Nei single, il network di supporto è formato in media da cinque individui, senza particolari differenze tra uomini e donne. "Le cose cambiano quando si è in coppia", commenta Burton. "Chi si dichiara impegnato in una relazione di tipo amoroso mostra una rete sociale intima decurtata di due elementi: un posto viene preso dal partner, l'altro rimane vacante". Da notare che nemmeno i parenti più prossimi sembrano essere esonerati da questo meccanismo: uno dei due esclusi, infatti, è spesso un membro della famiglia.
L'amante? Non fa la differenza. Posto che il fattore determinante è la minore disponibilità di tempo, ci si potrebbero aspettare effetti catastrofici nel caso di relazioni sentimentali "extra". I numeri, a sorpresa, dicono che non è così. Tra quanti hanno ammesso la presenza di un amante, la maggior parte non nota particolari differenze nella rete di amici prima e dopo la comparsa della new entry. "La consistenza del network di supporto - spiegano i ricercatori - rimane la stessa che per le persone fedeli". Le ragioni, aggiungono, possono essere diverse: da un lato è possibile che il "vecchio partner", seppur ancora attuale, perda il posto nella cerchia del cuore; dall'altro è verosimile che il maggiore stress generato da bugie e sotterfugi aumenti la necessità dell'individuo di confidarsi con soggetti esterni alla vicenda.
"Doppio lavoro". "Dal punto di vista della vita pratica - aggiunge Burton - lo studio può servire a darsi delle risposte. Il fatto che quando ci innamoriamo il nostro network si faccia più esiguo non vuol dire che le nostre esigenze siano cambiate. Chiaramente ci appoggiamo di più su una persona in particolare, che è appunto il nostro compagno o la nostra compagna. Se la matematica non è un'opinione, il soggetto in questione avrà il compito di fare il lavoro di due persone. E' questa la ragione per cui, in molti casi, ci sembra di non ricevere abbastanza supporto dal partner". In fondo, sembra suggerire lo studio, siamo pur sempre esseri umani.
Se tanto mi da tanto facendo un po' i conti, dal momento che mi sono innamorato almeno 40 volte dovrei non avere piu' amici e parenti il ché non è vero. Vero è che gli amici veri sono sempre meno e se vogliamo classificare come "amici" pure quelli che di striscio vedono una foto su facebook e te ne fanno richiesta allora siamo alla frutta. Innamorati o meno!!!!
sabato 14 agosto 2010
Capace di strapparsi l'occhio e mangiarselo.
Si è strappato un occhio dalla testa e se l’è mangiato. Vi sembrerà assurdo ma qualcuno è in grado di fare anche questo. Ecco perchè non mi stupisce piu' di tanto il resto della (macabra) vicenda.
La notizia e dell'Agenzia Associated Press e parla di un carcerato in attesa della pena capitale nelle prigioni del Texas che, con le nude mani si era già tolto il primo occhio – senza consumarlo – mentre attendeva di essere processato.
L’uomo, il Sig. Andre Thomas, di 25 anni, durante il processo è passato al secondo occhio e questa volta l'ha ingerito. Questo non gli è bastato per evitare la pena. E’ stato condannato a morte per avere ucciso con un coltello la moglie, il figlioletto di 4 anni e la figlia neonata di 13 mesi. Aveva tolto degli organi anche alle sue vittime: i loro cuori.
giovedì 29 luglio 2010
Prima ti sposo poi ti annego....
A sentire la cronaca dei giorni nostri un titolo del genere non sortirebbe nessun particolare effetto tanto si è abituati a questo genere di notizie..
Cosa diversa invece è per il fatto che quì gli attori (veri) in gioco sono un giovane rampollo indiano (BALI) e una ...vacca (non nel senso che intendete voi...)una vacca autentica.
La cronaca. Il giovane dopo essere stato sorpreso in flagranza è stato costretto a sposare l'animale. Il rito matrimoniale ha avuto luogo in mezzo al mare.
L'uomo con addosso il classico costume tradizionale balinese, mentre la mucca era vestita in bianco. Il matrimonio, iniziato alle ore 12, ha fatto parte della purificazione del villaggio.
Dopo la cerimonia nunziale la mucca è stata annegata in mezzo al mare. (e questa cosa mi fa incaxxare troppo, povera mucca...)
Durante il rituale il giovane Alit, questo il nome del ragazzo, è svenuto per l’emozione o per la paura, tra la disperazione dei genitori preoccupati per la sua salute.
Cosa diversa invece è per il fatto che quì gli attori (veri) in gioco sono un giovane rampollo indiano (BALI) e una ...vacca (non nel senso che intendete voi...)una vacca autentica.
La cronaca. Il giovane dopo essere stato sorpreso in flagranza è stato costretto a sposare l'animale. Il rito matrimoniale ha avuto luogo in mezzo al mare.
L'uomo con addosso il classico costume tradizionale balinese, mentre la mucca era vestita in bianco. Il matrimonio, iniziato alle ore 12, ha fatto parte della purificazione del villaggio.
Dopo la cerimonia nunziale la mucca è stata annegata in mezzo al mare. (e questa cosa mi fa incaxxare troppo, povera mucca...)
Durante il rituale il giovane Alit, questo il nome del ragazzo, è svenuto per l’emozione o per la paura, tra la disperazione dei genitori preoccupati per la sua salute.
mercoledì 28 luglio 2010
A vedere ste foto c'è da ricredersi sulla propria moglie!
Mariah Carey
E ammettiamolo pure noi maschietti. Abbiamo la donna, la moglie e chicchessia epperò non facciamo altro che sognare ad occhi aperti una di quelle donne che è possibile ammirare tutti i giorni in tv, al cinema, sui giornali o sui palchi dei concerti mondiali.
Sempre a dire "magari una donna così..."
jennifer Lopez
Sarà veramente oro tutto quello che luccica...mah! io qualche dubbio effettivamente ce l'ho...
ad avere a disposizione tutto uno staff di parrucchieri, estetisti, tecnici luci ecc ecc pure le nostre donne renderebbero al 100% quindi teniamoci quel che teniamo e immaginiamocele ben truccate e vestite. A questo punto ognuno sarà accompagnato da una principessa che non ha nulla da invidiare alle altre. E con piu' cervello e meno vizi per giunta.
Fancul...l'ereditiera e Co.
Cameron Diaz
E ammettiamolo pure noi maschietti. Abbiamo la donna, la moglie e chicchessia epperò non facciamo altro che sognare ad occhi aperti una di quelle donne che è possibile ammirare tutti i giorni in tv, al cinema, sui giornali o sui palchi dei concerti mondiali.
Sempre a dire "magari una donna così..."
jennifer Lopez
Sarà veramente oro tutto quello che luccica...mah! io qualche dubbio effettivamente ce l'ho...
ad avere a disposizione tutto uno staff di parrucchieri, estetisti, tecnici luci ecc ecc pure le nostre donne renderebbero al 100% quindi teniamoci quel che teniamo e immaginiamocele ben truccate e vestite. A questo punto ognuno sarà accompagnato da una principessa che non ha nulla da invidiare alle altre. E con piu' cervello e meno vizi per giunta.
Fancul...l'ereditiera e Co.
Cameron Diaz
martedì 11 maggio 2010
Fai pressione sui politici per sconfiggere la fame. Firma la petizione, e incita all'azione dovunque ti trovi.

"Noi che sosteniamo questa petizione riteniamo inaccettabile che quasi un miliardo di persone siano cronicamente affamate. Attraverso le nazioni unite sollecitiamo i governi a dare priorità assoluta all'eliminazione della fame fino al raggiungimento di questo obiettivo"
mercoledì 28 aprile 2010
Com'è buona la coinquilina con le patate!
Finire cucinati con le patate potrebbe essere una barzelletta o la fine di un romanzo o film horror. Ma qui parliamo di pura realtà. Allucinante ma maledettamente vera.
Dopo una sera di eccessi a base di alcool e musica goth metal due amici (almeno tali si definiscono) di vent'anni Maxim Golovatskikh e Yury Mozhnov hanno consumato un delitto tanto unico quanto raccapricciante.
Gli assassini hanno dichiarato agli inquirenti che erano stati gli autori dell'omicidio con atti di cannibalismo perchè "avevano tremendamente fame". Per cui tranquilamente hanno ucciso, tagliato a pezzi, cucinato e servito con patate il giorno dopo i resti della ragazza alla sua coinquilina.
Secondo quanto riferito ai giurati della corte di San Pietroburgole Ekaterina Zinovyeva, coinquilina di Karina Barduchian (vittima dell'orribile delitto), in quella maledetta notte di gennaio si udirono dei rumori provenire dalla stanza da bagno, rumori che considerava uno scherzo degli amici. Avrebbe poi deciso di sincerarsi che fosse tutto in ordine ma Yury l'avrebbe costretta ad allontanarsi dal bagno.
Il giorno dopo, Ekaterina, tornata dal lavoro ha mangiato anche lei la stessa pietanza, ovviamente inconsapevole che la carne fosse quella della povera coinquilina.
In una ricostruzione 3D , pur non mostrando tutti i dettagli del delitto, c'è la ricostruzione del delitto in cui si vede Maxim Golovatskikh e Yury Mozhnov "in preda all’euforia" - mangiare pezzi del corpo di Karina Barduchian. Dopo aver consumato il macabro pasto, ne gettano i resti in un cassonetto dell’immondizia.
Nel visionare le immagini del diritto due membri della corte hanno avuto un malore e quindi l'udienza è stata interrotta.
Se volete vedere il video (un po' duro per la verità anche trattandosi di una ricostruzione al computer) lo potete visionare direttamente in basso:
Dopo una sera di eccessi a base di alcool e musica goth metal due amici (almeno tali si definiscono) di vent'anni Maxim Golovatskikh e Yury Mozhnov hanno consumato un delitto tanto unico quanto raccapricciante.
Gli assassini hanno dichiarato agli inquirenti che erano stati gli autori dell'omicidio con atti di cannibalismo perchè "avevano tremendamente fame". Per cui tranquilamente hanno ucciso, tagliato a pezzi, cucinato e servito con patate il giorno dopo i resti della ragazza alla sua coinquilina.
Secondo quanto riferito ai giurati della corte di San Pietroburgole Ekaterina Zinovyeva, coinquilina di Karina Barduchian (vittima dell'orribile delitto), in quella maledetta notte di gennaio si udirono dei rumori provenire dalla stanza da bagno, rumori che considerava uno scherzo degli amici. Avrebbe poi deciso di sincerarsi che fosse tutto in ordine ma Yury l'avrebbe costretta ad allontanarsi dal bagno.
Il giorno dopo, Ekaterina, tornata dal lavoro ha mangiato anche lei la stessa pietanza, ovviamente inconsapevole che la carne fosse quella della povera coinquilina.
In una ricostruzione 3D , pur non mostrando tutti i dettagli del delitto, c'è la ricostruzione del delitto in cui si vede Maxim Golovatskikh e Yury Mozhnov "in preda all’euforia" - mangiare pezzi del corpo di Karina Barduchian. Dopo aver consumato il macabro pasto, ne gettano i resti in un cassonetto dell’immondizia.
Nel visionare le immagini del diritto due membri della corte hanno avuto un malore e quindi l'udienza è stata interrotta.
Se volete vedere il video (un po' duro per la verità anche trattandosi di una ricostruzione al computer) lo potete visionare direttamente in basso:
lunedì 26 aprile 2010
State molto attenti a ciò che fate su Facebook
Un hacker di nome Kirllos sta vendendo un numero senza precedenti di account di vari utenti FB, offerti a prezzi stracciati.
I ricercatori di VeriSign iDefense, hanno tenuto rivolto l'attenzione su un tale Kirllos apparso sul WEB, poichè lo stesso aveva da vendere circa 1 milione e mezzo di account di Facebook.
Dal canto suo, il noto social network non ha smentito la notizia quindi chi tace...
Se si riveleranno veritiere le informazioni riguardarti il furto di identità vorrà dire che circa uno ogni 300 utenti di Facebook è stato hackerato.
Facebook ha oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo, molti dei quali sono vittime di truffe quasi giornalmente (molte volte grazie anche alla stipidità e la superficialità con cui si utilizza il social network.
Spesso la tattica praticata per rubare le pwd è quella di inviare via mail, alcuni collegamenti Web che portano a software malevolo, facendo credere agli amici che si tratti di video divertenti o sensazionalistici.
Molti degli utenti contattati seguiranno i link poiché hanno fiducia nel proprio amico WEB, finendo inevitabilmente per essere attaccato dal "malware" che viene installato. I criminali in questo modo rubano password, accededono a conti bancari, o usanore il computer infetto per inviare spam o lanciare attacchi di distributed denial of service.
A parte che ogni giorno vedo gente che ti manda link a un'amenità di applicazioni vergognose che vi sconsoglio di utilizzare mi sento di ricordarvi che è sempre bene registrarsi senza inserire nel sito dati strettamente personali.
Regola semplice ma che troppe volte si sottovaluta...
I ricercatori di VeriSign iDefense, hanno tenuto rivolto l'attenzione su un tale Kirllos apparso sul WEB, poichè lo stesso aveva da vendere circa 1 milione e mezzo di account di Facebook.
Dal canto suo, il noto social network non ha smentito la notizia quindi chi tace...
Se si riveleranno veritiere le informazioni riguardarti il furto di identità vorrà dire che circa uno ogni 300 utenti di Facebook è stato hackerato.
Facebook ha oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo, molti dei quali sono vittime di truffe quasi giornalmente (molte volte grazie anche alla stipidità e la superficialità con cui si utilizza il social network.
Spesso la tattica praticata per rubare le pwd è quella di inviare via mail, alcuni collegamenti Web che portano a software malevolo, facendo credere agli amici che si tratti di video divertenti o sensazionalistici.
Molti degli utenti contattati seguiranno i link poiché hanno fiducia nel proprio amico WEB, finendo inevitabilmente per essere attaccato dal "malware" che viene installato. I criminali in questo modo rubano password, accededono a conti bancari, o usanore il computer infetto per inviare spam o lanciare attacchi di distributed denial of service.
A parte che ogni giorno vedo gente che ti manda link a un'amenità di applicazioni vergognose che vi sconsoglio di utilizzare mi sento di ricordarvi che è sempre bene registrarsi senza inserire nel sito dati strettamente personali.
Regola semplice ma che troppe volte si sottovaluta...
sabato 24 aprile 2010
Due ruote a Roma: sicurezza zero
Le statistiche ACI sono implacabili. E'allarme rosso per le due ruote della Capitale.
Più della metà degli incidenti coinvolge mezzi a due ruote. Il parco circolante di moto e motorini solo a Roma è rispettivamente di 324.000 e 330.000.
Nella maggioranza dei casi i conducenti sono guidatori con almeno un decennio di guida ma più della metà di essi è stato coinvolto almeno una volta in un incidente e ben il 67 per cento ha subito lesioni gravi.
Le strade più a rischio per le due ruote? al primo posto via Borghesiana (115 morti ogni 1000 incidenti), seguita da via di Tor Cervara (81 vittime), via delle Vigne Nuove (45) e via Leone XIII (44). A seguire via Portuense (7), via Tuscolana (6) e via Casilina (2).
Gran parte dei sinistri trovano le cause in buche, tombini e il comportamento scorretto di altri guidatori oltre alle cattive abitudini dei tanti "Pseudo-Valentino Rossi" che non utilizzano l’abbigliamento tecnico idoneo, aggirano i veicoli fermi nel traffico, zigzagano tra le auto in movimento, invadono la corsia opposta e amenità simili. Il record di spregiudicatezza alla guida? Neanche a dirlo va alle donne.
Più della metà degli incidenti coinvolge mezzi a due ruote. Il parco circolante di moto e motorini solo a Roma è rispettivamente di 324.000 e 330.000.
Nella maggioranza dei casi i conducenti sono guidatori con almeno un decennio di guida ma più della metà di essi è stato coinvolto almeno una volta in un incidente e ben il 67 per cento ha subito lesioni gravi.
Le strade più a rischio per le due ruote? al primo posto via Borghesiana (115 morti ogni 1000 incidenti), seguita da via di Tor Cervara (81 vittime), via delle Vigne Nuove (45) e via Leone XIII (44). A seguire via Portuense (7), via Tuscolana (6) e via Casilina (2).
Gran parte dei sinistri trovano le cause in buche, tombini e il comportamento scorretto di altri guidatori oltre alle cattive abitudini dei tanti "Pseudo-Valentino Rossi" che non utilizzano l’abbigliamento tecnico idoneo, aggirano i veicoli fermi nel traffico, zigzagano tra le auto in movimento, invadono la corsia opposta e amenità simili. Il record di spregiudicatezza alla guida? Neanche a dirlo va alle donne.
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venerdì 16 aprile 2010
E' morto il grande Raimondo.
Non occorrono tante parole per descrivere questo immenso personaggio. Del resto le cronache ne stanno già spendendo a bizzeffe.
Voglio solo ringraziare a modo mio quest'uomo che anche a me ha dato e insegnato molto, umanamente parlando.
I suoi modi, la sua intelligenza, la sua capacità di esprimere tanto con poco rimarranno come me per sempre.
E un pensiero rivolgo alla sua compagna di sempre, che anche lei un giorno, finirà nel paradiso degli immortali. Una dedica pensando a un'espressione che, come una fotografia, per sempre rimmarrà scolpita nella mia mente. Cara Sandra, tieni presente quando Raimondo alzava gli occhi al cielo sconsolato.....geniale con nulla????....grandissimo...ci mancherà tantissimo!
Voglio solo ringraziare a modo mio quest'uomo che anche a me ha dato e insegnato molto, umanamente parlando.
I suoi modi, la sua intelligenza, la sua capacità di esprimere tanto con poco rimarranno come me per sempre.
E un pensiero rivolgo alla sua compagna di sempre, che anche lei un giorno, finirà nel paradiso degli immortali. Una dedica pensando a un'espressione che, come una fotografia, per sempre rimmarrà scolpita nella mia mente. Cara Sandra, tieni presente quando Raimondo alzava gli occhi al cielo sconsolato.....geniale con nulla????....grandissimo...ci mancherà tantissimo!
mercoledì 7 aprile 2010
Italiani poveri, ma veramente tanto poveri? Prrrrr
Avevo già intitolato "il paese dei balocchi" un articolo di qualche giorno fa, e approfitto di quell'articolo per riflettere sui dati forniti Dipartimento delle Politiche fiscali (Ministero dell'Economia)a proposito degli stipendi e quindi del reddito degli italiani.
A vederli, la prima domanda che mi sorge spontanea è come si possano trascorrere le festività in maniera allegra e spensierata e soprattutto.....nei ristoranti o negli alberghi che a detta loro, hanno registrato un tutto esaurito o ad incrementare viaggi all'estero (spesso costosi) o a fare acquisti "insoliti" per chi potrebbe essere tranquillamente classificato nella fascia di povertà?
15000 euro all'anno, ovvero 900 euro netti al mese.
Nel corso del 2008, il reddito medio dichiarato dagli italiani è stato di 18.873 euro (+1,14% rispetto al 2007, nonostante un calo del prodotto interno lordo dell’1%), pari a circa 1.500 euro lordi al mese (interno ai 1.100 netti). Tuttavia, circa la metà dei contribuenti dichiara meno di 15mila euro annui (1.250 euro lordi al mese, corrispondenti a circa 900 euro netti) e circa due terzi non più di 20mila euro. I benestanti, invece, risultano davvero pochi: solo un italiano su 100 (lo 0,95% per l’esattezza) incassa più di 100mila euro all’anno, anche se poi ogni anno vengono vendute nel nostro paese tra le 600 e le 700 Ferrari, tra 150 e 200 Lamborghini, e circa 180 mila fra Mercedes, Bmw e Audi. Sono, invece, 506mila i contribuenti minimi, titolari d’impresa o di attività autonoma che hanno dichiarato un reddito medio di 8.840 euro. In testa coloro che svolgono attività professionali, seguiti dalle figure tecniche e dal commercio.
Tra il Nord e il Sud la differenza è di oltre il 40%, con il Nord-Ovest che raggiunge una media di 21.570 euro, contro i 15.052 del Mezzogiorno, i 19.892 del Centro e i 19.95 del Nord-Est. Su base regionale il primato spetta alla Lombardia (22.450 euro di reddito medio dichiarato), seguita dal Lazio (21.306 euro). In coda, invece, si piazza la Calabria con 13.470 euro. Un segnale evidente della dilagante evasione fiscale nel nostro paese arriva dall’analisi per tipologia di reddito: così se un lavoratore dipendente guadagna mediamente 19.640 euro, un datore di lavoro non va oltre i 18.140 euro. Così, la quota complessiva di redditi da lavoro dipendente e pensione raggiunge l’80,3% del totale, mentre i redditi da partecipazione si fermano al 5%, quelli d’impresa al 4,2% e da lavoro autonomo al 4%. Tutte le statistiche e le analisi dei dati sono disponibili sul sito internet del Dipartimento delle Finanze sotto la voce “Statistiche fiscali”. Aprendo la sezione, si può sapere qual è il reddito medio nella propria regione o categoria professionale.
A fine 2009 l'Amministrazione finanziaria ha ampliato l’elenco degli indicatori di ricchezza (introducendo ad esempio l’ iscrizione a centri benessere e a scuole private e la disponibilità di posti barca nei porti turistici) che costituiscono il punto di partenza per l’accertamento sintetico basato sul cosiddetto redditometro. Se si scopre che il reddito dichiarato dal contribuente per due anni consecutivi è inferiore di almeno un quarto rispetto al reddito presuntivo calcolato sulla base degli indicatori di ricchezza, scatta l’accertamento. A quel punto tocca al presunto evasore l’onere di dimostrare il contrario.
Chissà se finalmente si prenderanno provvedimenti più efficaci nella lotta a questi "poveri" evasori, magari arrivando da loro mentre beati gustano l'agnellino pasquale in uno sfarzoso ristorante per rendere loro il boccone un pò amaro....
A vederli, la prima domanda che mi sorge spontanea è come si possano trascorrere le festività in maniera allegra e spensierata e soprattutto.....nei ristoranti o negli alberghi che a detta loro, hanno registrato un tutto esaurito o ad incrementare viaggi all'estero (spesso costosi) o a fare acquisti "insoliti" per chi potrebbe essere tranquillamente classificato nella fascia di povertà?
15000 euro all'anno, ovvero 900 euro netti al mese.
Nel corso del 2008, il reddito medio dichiarato dagli italiani è stato di 18.873 euro (+1,14% rispetto al 2007, nonostante un calo del prodotto interno lordo dell’1%), pari a circa 1.500 euro lordi al mese (interno ai 1.100 netti). Tuttavia, circa la metà dei contribuenti dichiara meno di 15mila euro annui (1.250 euro lordi al mese, corrispondenti a circa 900 euro netti) e circa due terzi non più di 20mila euro. I benestanti, invece, risultano davvero pochi: solo un italiano su 100 (lo 0,95% per l’esattezza) incassa più di 100mila euro all’anno, anche se poi ogni anno vengono vendute nel nostro paese tra le 600 e le 700 Ferrari, tra 150 e 200 Lamborghini, e circa 180 mila fra Mercedes, Bmw e Audi. Sono, invece, 506mila i contribuenti minimi, titolari d’impresa o di attività autonoma che hanno dichiarato un reddito medio di 8.840 euro. In testa coloro che svolgono attività professionali, seguiti dalle figure tecniche e dal commercio.
Tra il Nord e il Sud la differenza è di oltre il 40%, con il Nord-Ovest che raggiunge una media di 21.570 euro, contro i 15.052 del Mezzogiorno, i 19.892 del Centro e i 19.95 del Nord-Est. Su base regionale il primato spetta alla Lombardia (22.450 euro di reddito medio dichiarato), seguita dal Lazio (21.306 euro). In coda, invece, si piazza la Calabria con 13.470 euro. Un segnale evidente della dilagante evasione fiscale nel nostro paese arriva dall’analisi per tipologia di reddito: così se un lavoratore dipendente guadagna mediamente 19.640 euro, un datore di lavoro non va oltre i 18.140 euro. Così, la quota complessiva di redditi da lavoro dipendente e pensione raggiunge l’80,3% del totale, mentre i redditi da partecipazione si fermano al 5%, quelli d’impresa al 4,2% e da lavoro autonomo al 4%. Tutte le statistiche e le analisi dei dati sono disponibili sul sito internet del Dipartimento delle Finanze sotto la voce “Statistiche fiscali”. Aprendo la sezione, si può sapere qual è il reddito medio nella propria regione o categoria professionale.
A fine 2009 l'Amministrazione finanziaria ha ampliato l’elenco degli indicatori di ricchezza (introducendo ad esempio l’ iscrizione a centri benessere e a scuole private e la disponibilità di posti barca nei porti turistici) che costituiscono il punto di partenza per l’accertamento sintetico basato sul cosiddetto redditometro. Se si scopre che il reddito dichiarato dal contribuente per due anni consecutivi è inferiore di almeno un quarto rispetto al reddito presuntivo calcolato sulla base degli indicatori di ricchezza, scatta l’accertamento. A quel punto tocca al presunto evasore l’onere di dimostrare il contrario.
Chissà se finalmente si prenderanno provvedimenti più efficaci nella lotta a questi "poveri" evasori, magari arrivando da loro mentre beati gustano l'agnellino pasquale in uno sfarzoso ristorante per rendere loro il boccone un pò amaro....
La BSA divulga i dati sull'enforcement della proprietà intellettuale per il 2009
Mazzate da orbi. Questa in sintesi, dice la divulgazione dei dati della Business Software Alliance (BSA).
Le azioni portate a compimento dall'associazione con la Guardia di Finanza sono valse oltre 7 milioni di euro in sanzioni alle aziende che scelgono di seguire la strada della pirateria informatica che fa utilizzare alle aziende software senza regolare licenza.
In tante hanno dovuto pagare a seguito delle cause civili instaurate dalla BSA ma il cloù l'ha toccata un'azienda condannata a pagare ben 77.832, senza contare spese legali, danni all'immagine e i mancati ricavi per il periodo di fermo attività per le indagini. A questa somma vanno aggiunti oltre 70mila euro, che è il costo complessivo necessario a dotarsi delle licenze software precedentemente ottenute illegalmente.
La BSA, inoltre, sottolinea come tale sommerso abbia un impatto negativo anche sull'economia in generale: secondo lo studio Piracy Reduction Impact della società di consulenza IDC, un calo del 10 per cento nel tasso di pirateria si tradurrebbe in quasi 2,8 miliardi di euro per l'economia italiana, 6mila nuovi posti di lavoro e circa 763 milioni di euro di entrate altrimenti evase.
Le azioni portate a compimento dall'associazione con la Guardia di Finanza sono valse oltre 7 milioni di euro in sanzioni alle aziende che scelgono di seguire la strada della pirateria informatica che fa utilizzare alle aziende software senza regolare licenza.
In tante hanno dovuto pagare a seguito delle cause civili instaurate dalla BSA ma il cloù l'ha toccata un'azienda condannata a pagare ben 77.832, senza contare spese legali, danni all'immagine e i mancati ricavi per il periodo di fermo attività per le indagini. A questa somma vanno aggiunti oltre 70mila euro, che è il costo complessivo necessario a dotarsi delle licenze software precedentemente ottenute illegalmente.
La BSA, inoltre, sottolinea come tale sommerso abbia un impatto negativo anche sull'economia in generale: secondo lo studio Piracy Reduction Impact della società di consulenza IDC, un calo del 10 per cento nel tasso di pirateria si tradurrebbe in quasi 2,8 miliardi di euro per l'economia italiana, 6mila nuovi posti di lavoro e circa 763 milioni di euro di entrate altrimenti evase.
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