Visualizzazione post con etichetta tempo libero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tempo libero. Mostra tutti i post

sabato 24 aprile 2010

Un vero mostro da pista!

Un test per la MV Agusta F4 1000. Fiore all'occhiello del prodigio tecnico espresso dalla tecnologia italiana. La super-moto dei sogni per chi puo' spendere un po' di quattrini ma ritrovarsi nel box un'autentica leggenda...



Una moto bellissima che nella nuova versione 2010 è decisamente più facile e comunicativa della precedente. Ben 10.5 kg in meno di alleggerimento della moto, ma tolti in punti strategici tanto da far sembrare che i chili persi siano più di quelli effettivi.

Una guida è più moderna e più confortevole, serbatoio più stretto con più spazio per l’alloggiamento delle ginocchia.

I semimanubri sono ora più ampi e meno spioventi che in passato, (con i polsi che sentitamente ringraziano...) mentre l’avantreno pur esprimento la stessa solidità di sempre questa volta esprime minore inerzia direzionale, vuoi per il minore peso della moto, ma anche per i cerchi più leggeri e all’angolo di sterzo chiuso.

La moto ha una maggiore fluidità nella spinta, ora regolare e più dolce che un tempo, priva di variazioni di coppia, e l'erogazione è piu' fluida e costante ma la potenza scaricata a terra, pur percepita meno rispetto alla versione precedente, risulta tangibile dal riscontro cronometrico. Una guida piu' rilassata e riposante (se è possibile concepire una guida rilassante in una hypersport simile...)

La ciclistica è al top sia sul lento che nel veloce, permettendo correzioni con semplicità e zero sforzo e quindi con un vantaggio evidente nei cambi di direzione, ora nettamente più rapidi che prima.

sabato 17 aprile 2010

Una scelta difficile...

Preso dalla tentazione di cambiare gestore telefonico e approfittare dell'offerta che mi permetterebbe di avere un telefonino a scelta tra l'Iphone o il nokia97 cerco qualche risposta nelle comparative. Se qualcuno di voi ha suggerimenti o consigli ben venga...




certo, a leggere pagine come questa altro che dissolti i dubbi....
è una tragedia scegliere....

mercoledì 7 aprile 2010

Giornali

Semplicissimo da utilizzare, Giornali riunisce all'interno del programma la maggior parte delle testate giornalistiche italiane più diffuse (una ventina circa). Il tutto sullo proprio smartphone.

Il punto di forza di Giornali è la lettura delle news direttamente browser web del proprio smartphone utilizzando poca banda utilizzata per scaricare e rendere disponibili all'utente i contenuti. Come una sorta di aggregatore di feed, Giornali propone per ognuna delle testate in elenco un indice completo delle notizie più recenti, utilizzando una grafica e una facilità di lettura sconosciuti ad alcuni programmi concorrenti.

Ultima informazione importante: Giornali è totalmente gratuito e disponibile nell'Android Market.

martedì 16 febbraio 2010

Ricetta del giorno

Patate Duchesse Un Semplice e Nobile Contorno:

Ingredienti
- 1 kg Patate
- 1 Uovo intero
- 3 tuorli d’Uovo
- 100 gr Burro
- Parimigiano grattugiato q.b.
- Sale, Pepe q.b.





Procedimento:
Lessare in acqua salata le patate, quindi scolarle bene e poi passarle con lo schiacciapatate.
Mettere quindi le patate in una ciotola e aggiungervi il burro ammorbidito, il sale, il pepe e le uova leggermente sbattute.
Mescolare tutti gli ingredienti fino a cne non verrà un composto piuttosto spumoso, quindi metterlo un po’ alla volta nell’apposita siringa o sacchetto di tela munito di bocchetta frastagliata di metallo e premerlo a mucchietti, dando la forma che si preferisce, sulla lastra unta del forno.





Spennellare l’impasto con l’uovo sbattuto (facendo attenzione a non rovinare la forma), quindi una volta cosparsi i mucchietti di patate con un po’ di parmigiano grattugiato, metterli a cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 15 -20 minuti.


Varianti
Con il medesimo composto si possono anche formare dei nidi da riempire ad esempio con piselli al prosciutto o altri ingredienti a piacere.



giovedì 14 gennaio 2010

Finalmente si può rispondere a facebook con un messaggio email

Il noto social network Facebook ha annunciato una nuova funzionalità che farà contenti tanti utenti che, come il sottoscritto, sono impossibilitati a connettesi a fb in ambienti come l'ufficio dove vigono delle policy restrittive. Con una nuova funzionalità ora è possibile rispondere ai commenti di Facebook semplicemente rispondendo alla mail che ci arriva quando qualcuno ha scritto qualcosa sulla nostra bacheca. Il contenuto della mail infatti, verrà inviato come commento.

Facile e veloce. Grazie a questa funzionalità ridono anche tutti i pigri, i quali non avranno più bisogno di andare su Facebook e poi rispondere al commento.
Come fare? Basta verificare la propria situazione nella sezione Notifiche: devono essere abilitati i commenti su post e foto.
L’unico rischio, in particolare per gli utenti più attivi, è quello di essere letteralmente sommersi da decine di email al giorno! Bravo Facebook.

venerdì 18 settembre 2009

Facebook chat voice, il telefono diventa social

Se siete stanchi delle solite chat "social" rigorosamente testuali sarete presto accontentati. Entro qualche settimana, infatti, sarà possibile effettuare chiamate ai propri amici su Facebook e su Twitter

Fermate il compulsivo digitare sulla tastiera del pc e prestate più attenzione alle vostre orecchie: i due social network più diffusi, Facebook e Twitter, "smettono" per un attimo di far parlare di sé e, per la prima volta, tirano fuori la voce.
Facebook Voice Chat Facebook ha deciso di pestare i piedi a Skype e a breve offrirà la possibilità ai suoi milioni di utenti di comunicare tra loro attraverso una chat vocale.
Questa volta la tecnologia non è offerta da Mark Zuckerberg ma da Vivox (http://www.vivox.com/), un'azienda americana nota per aver donato la voce agli avatar di Second Life e EVE Online.
Per ora la Voice chat di Facebook si trova allo stadio di beta chiusa, sono in corso alcuni test prima di poterla estendere a tutti.

Terminato il periodo di prova, gli utenti che vorranno utilizzare il servizio dovranno necessariamente scaricare il plug-in Vivox. Un passaggio che all'inizio potrebbe scoraggiarne l'utilizzo.

Comunque, una volta installato il plug-in, la chat vocale si integrerà perfettamente con la normale interfaccia Fb consentendo conversazioni a due oppure a più partecipanti.

Inizialmente solo chi ha già un profilo su Facebook potrà utilizzare il servizio ma il piano di Vivox è ben più ampio e punta a coinvolgere anche chi non ha un account consentendo a chiunque di partecipare a una conversazione in corso.

Inoltre l'azienda metterà la propria tecnologia a disposizione degli sviluppatori terzi di applicazioni per Facebook. Questo significa che ogni gioco o utility potrà avere una propria componente vocale.

@Call di Twitter

I cinguettii si fanno vocali. E' stato lanciato infatti un servizio in beta che permetterà agli utenti di inoltrare chiamate ai propri followers attraverso il Voip di Jajah (http://www.jajah.com/), fornitore Voip.

Gli utenti italiani dovranno avere un po' di pazienza perché, per ora, il servizio sarà disponibile solo negli Usa.

Per aprire una conversazione entrambi gli utenti, oltre a "seguirsi" reciprocamente, dovranno avere un account Jajah (all'atto della registrazione verrà chiesto il proprio numero di telefono, quello che poi squillerà durante una chiamata Twitter).

Una volta effettuata la registrazione e l'accesso a Twitter va inserita la seguente stringa: "@call @username" dove per username si intende il nick dell'utente che si vuole contattare. A questo punto il telefono del proprio follower squillerà. La chiamata sarà inoltrata, almeno per il momento, gratuitamente.

Ovviamente @Call non rivela il numero di telefono delle persone coinvolte nella conversazione, tutto quello che serve è l'username Twitter. Il destinatario, che può anche non essere online, può scegliere di non rispondere alla chiamata.

Il serivizio in beta (per ora funziona ad invito) prevede però una limitazione: le chiamate dureranno al massimo due minuti, il corrispettivo di un cinguettio.

martedì 25 agosto 2009

Scappatelle sotto il sole d'agosto


In questo sito troverete un devertente test su un sondaggio a proposito di scappatelle estive.
Volete sapere com'è andata a me col test?


Il mio profilo è "UMANO"
ovvero: Riconoscete la natura umana del peccato. Siete forti, ma avete anche voi i vostri lati di debolezza. Siete realistici e concreti, cogliete l’attimo e l’opportunità. Ma rimante equilibrati, cerebrali e ottimi manager della vostra vita sentimentale. Comunque non siete dei Santi e lo sapete bene. Attenzione ai sensi di colpa: non si mai se vi possono rovinare la vita. Non siete Diabolici perché non amate abbastanza il rischio e la tensione. Ma certe occasioni… non ve le lasciate scappare..


Sarà...intanto quest'anno mare non ne ho fatto proprio per cui sono mancate anche eventuali "tentazioni"...eheh




C’è il mondo intero sulla spiaggia e mi passa davanti tutte le mattine a mezzogiorno, gente che va di qua e di là sulla riva del mare, ognuno coi suoi pensieri e le mille cose da fare o da dire, premi nobel del futuro e geni di cui il mondo non si è accorto, ognuno convinto che la sua vita sia speciale.
Trascino la sdraio sul bagnasciuga, e nel tratto in cui loro solcano a piedi nudi lo spazio che mi sta di fronte, ascolto frammenti di quelle conversazioni, in modo che dalle parole rubate possa giocare a ricostruirne l’esistenza.
Ora sta passando la famiglia doc, quella a quattro: lui, lei e i due bambini, rigorosamente un maschio e una femmina, altrimenti la riproduzione dei geni non è armonica, non è equilibrata.
Il piccolo è dispettoso e fugge in avanti inseguendo farfalle inesistenti.
Inciampa e si bagna il costume, tra poco la mamma gli dirà “Hai visto, te l’avevo detto che ti saresti bagnato tutto”, il padre scrollerà le spalle in tacita disapprovazione e la sorella più grande e più saggia s’affretterà a rimarcare la differenza: “Io sono brava, mamma, non sono caduta”.
A giudicare dal pareo della donna, firmato e di seta, e dal cellulare di lui – l’ultimo pubblicizzato proprio ieri in televisione – è gente benestante: al rientro a casa ci sarà la cameriera a servire il pranzo e se non hanno casa al mare, e sono di passaggio, giurerei che andranno a sedersi in un ristorante.
Ora mi attraversa la sdraio una persona anziana: è sola.
Avrà perso la moglie e forse approfitta della passeggiata per rimpiangerla.
Ecco, ora fissa un punto all’orizzonte e la vede da lontano corrergli incontro con un lungo abito bianco, come nelle scene dei film.
“Sei tornata, mia cara”, le sta dicendo col pensiero, ma la donna non c’è e non l’ascolta. Evocarne il ricordo serve solo a soffrire di più, mettere a posto la coscienza per le tante preghiere che il sonno gli ha impedito di destinarle, perdonarsi d’esserle sopravvissuto e assolversi per averla tante volte tradita.
Due giovani, nel frattempo, si sono fermati proprio qui davanti.
Parlano della festa del loro matrimonio e discutono animatamente del servizio fotografico: a chi affidarlo e con quali soldi pagarlo, visti i preventivi così alti.
Già posso immaginare le foto e i filmini, perché qualche volta mi fermo ad osservare le vetrine dei negozi che li espongono: pose inverosimili, effetti speciali stupefacenti, tentativi di trasfigurare la realtà.
Provo ad immedesimarmi nell’«esperto d’immagine» che sceglieranno.
Lei ha i capelli lunghi, biondi. Lui è bassino, piuttosto insignificante.
Il fotografo gli dirà di protendere le braccia con sguardo struggente verso la sposa dai capelli al vento e nel montaggio lo farà camminare al rallentatore sulle acque del mare fino alla ricongiunzione dei corpi.
Pagheranno duemila euro per questa trovata fantascientifica. Che ridere.
Adesso è la volta della signora senza capelli. La vedo spesso a quest’ora, il capo avvolto in un foulard, cammina piano e sospettosa, teme che la gente intuisca la sua malattia e bisbigli commenti pietosi di nascosto.
Accanto a lei c’è il marito, un uomo interessante con i capelli brizzolati e la barba bianca: gli dò sessant’anni o qualcosa di più.
Ha un’aria arrendevole, come se la moglie gli facesse scontare l’ingiustizia del suo cancro con mille capricci, mille pretese, quelle piccole angherie di chi è convinto di essere in credito con la vita, o con la morte, e tormenta chi gli sta intorno. Chissà chi sta peggio in quei giorni, se colui che patisce una malattia o gli addetti al suo dolore, ai suoi sbalzi d’umore, alle sue invettive…
Ma guarda chi passa: la babysitter polacca col bimbo della pediatra. Eppure un luminare della salute dovrebbe sapere che a mezzogiorno i raggi del sole fanno male ai piccoli.
Evidentemente le regole valgono solo per i figli degli altri.
Mi soffermo sulla ragazza: ha i capelli raccolti in lunga treccia castana e indossa un costume da bagno datato 1970: glielo avranno regalato i padroni di casa, riesumato forse dal baule in soffitta, in un gesto di immane generosità.
Spinge il passeggino a fatica, poverina. Basta un ristagno d’acqua che le ruote si impantanano ed è costretta a sollevare di peso il mezzo, con tutto il bambino dentro, per rimetterlo in moto. È sudata, è stanca.
Nel frattempo una piccola onda ha lasciato accanto ai miei piedi un pesciolino morto – chissà se avrà sofferto – e una moltitudine di gabbiani spicca il volo dagli scogli al passaggio rumoroso di un motoscafo.
La coppia che mi attraversa il paesaggio, adesso, è davvero disarmonica.
Lui sembra suo padre, tanto è più vecchio; lei è bellissima, viso incantevole, corpo statuario.
L’avrà sposato per i soldi, questo è certo, e nei suoi spazi d’intimità segreta comparirà sicuramente un bel giovane a soddisfare i bisogni di quell’età incontenibile.
Il ragazzo la bacerà tutta e la sua pelle fremerà di desiderio al tocco delle labbra, poi, la sera, quando non sarà riuscita ad attendere il sonno pesante del marito prima di scivolare nel talamo, il vecchio assaporerà i suoi seni rotondi intrisi della saliva dell’altro.
Tre bambini litigano per un calcio di punizione, se era giusto o assegnato a piacere, e una mamma continua instancabilmente a chiamare il figlio perché esca dall’acqua: “Hai le mani arricciate, vuoi asciugarti sì o no?”.
È l’una, lo spettacolo è finito.
Fantasticando con me stessa è trascorsa un’ora. Nessuno si è accorto di me.
Una volta, quando sfilavo io sulla riva del mare, il tempo si fermava come nei racconti delle favole antiche e tutti, tutti, seguivano con lo sguardo, immobili e stregati, la mia traversata.
Ma ho settant’anni, e al tramonto non ti guarda più nessuno.
(Manuela Petescia)



domenica 9 agosto 2009

L'amore sulle rive del "Castel Gandolfo











Queste foto le ho scattate un paio di giorni fa lungo le rive del
lago di Castel Gandolfo.
Sono momenti tutti attinenti lo stesso argomento di fondo ma vissuto in maniera più o meno diversa.
Ho preferito trattarle in b/n perchè con due soli colori era meglio evidenziata la "presenza" o "assenza" dell'amore...