Di recente ho sottoposto all'attenzione del provider di posta elettronica (noto a tutti ...) una problematica che si verificava oramai da un bel po'.
In pratica se provavo ad andare nella webmail del noto provider e ricevevo una mail con allegato oppure andavo a visualizzare una delle migliaia già arrivate non c'era modo di "scaricare" il file allegato che mi veniva indicato. Sia esso un pdf sia esso un video un .doc ecc ecc..
ho inviato la seguente domanda:
" uso IE9 versione 9.0.8112.16421 e utilizzo la vostra webmail per la posta elettronica.
il problema è che non riesco in alcun modo a scaricare gli allegati. mi
compaiono nella pagina ma se provo a cliccare su scarica o
sull'immagine dell'allegato non mi scarica nulla e non mi
visualizza nemmeno l'url in basso nella pagina. non so se questo
dipenda dalle impostazioni del browser o da dalla vostra webmail (visto che è una beta).
Inoltre se volessi provare a tornare alla versione precedente "classica" (che non mi ha mai dato nessun problema) è inutile andare (come da
indicazione) in alto a sinistra dove dice ciao ..... e selezionare classic dal menu' a tendina perchè a me la dicitura "classic" non c'è¨.
le uniche opzioni sono: profilo, rubrica e account.
Per gli allegati sono costretto a inoltrare la mail sul provider gmail e da li scaricarla senza problemi...
una seccatura non da poco considerando la mole di email con allegati non
piu' visualizzabili o scaricabili senza questo seccante passaggio...
grazie"
Dopo una settimana arriva la risposta (e che risposta...!!!!)
"Gentile utente,
a nome del servizio clienti di xxxxxxx mi scuso per il ritardo nel
rispondere alla tua mail.
Ad ogni allegato che ricevi e' associato un tipo di file. Se ad esempio
e' un documento in word processing, potrebbe essere un file di tipo
".doc" or ".txt". Se e' un'immagine, potrebbe essere di tipo ".jpg".
La ragione piu' comune per cui potresti non riuscire a visualizzare un
allegato, e' che il tuo computer non e' configurato per aprire quel tipo
di file.
Ad esempio potresti non avere installato il programma necessario a
visualizzarlo: questo accade ad esempio se, dopo aver salvato il file
sul tuo computer, ti viene chiesto di scegliere con quale programma
aprirlo.
A seconda del tipo e versione di browser che utilizzi, inoltre, potresti
non riuscire a visualizzare certi tipi di file. La soluzione piu'
semplice consiste nell'aggiornare il tuo browser scaricando dal sito
relativo la versione piu' recente, specialmente se usi la nuova Mail
Beta.
Alcuni utenti ci hanno detto di non riuscire a visualizzare i file Adobe
Acrobat. Questo accade quando la versione del software non e'
aggiornata, o a causa di problemi di formattazione. Se hai problemi ,
prova a scaricare l'ultima versione di Adobe Acrobat Reader qui:
http://www.adobe.com/products/acrobat/readstep2.html
Un altro motivo per cui un allegato potrebbe non apparire correttamente
e' che il messaggio a cui e' stato allegato e' stato inviato in un "tipo
di codifica" leggibile.
Quando si invia un messaggio, il mittente puo'scegliere il tipo di
codifica con cui spedirlo (ad esempio la codifica MIME).
Spero che le informazioni fornite ti siano state di aiuto ed abbiano
risposto alla tua domanda.
Non esitare a contattarmi nel caso necessiti di ulteriore assistenza."
A parte il fatto che ho avuto l'impressione che l'interlocutore non abbia capito perfettamente il problema posto, quello che mi ha infastidito dippiù è che la mia domanda era abbastanza specifica e mirata (con dettagli come la versione di ie9...) e quindi non capisco cosa vogliano dire queste risposte generiche.
Per la cronaca, dopo ancora una decina di giorni ho notato che inserendo un nuovo posto su questo blog non riuscivo ad inserire un mio video. mi creava lo stesso problema: il popup per il caricamento del video si apriva ma se provavo a cliccare su "seleziona il video" non mi faceva aprire nulla.
Dopo aver smanettato un po' ho trovato che il problema era nel filtro "Smartscreen" di IE9. E' bastato disattivarlo che la situazione si è normalizzata.
Mah!!!! E meno male che questi sono esperti......
Visualizzazione post con etichetta tecnologia. Mostra tutti i post
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giovedì 14 aprile 2011
martedì 21 settembre 2010
Attivo "Transit" il servizio per conoscere il percorso dei mezzi pubblici
Microsoft ha aggiunto una nuova funzionalità al servizio di mappe geografiche online Bing Maps. Si chiama Transit e consente agli utenti di consultare i percorsi effettuati in città da autobus, treni e metropolitane.
Attualmente il servizio è disponibile nella versione standard (non funziona in quella Silverlight o su Bing Mobile) e copre undici città del Nord America (Boston, Chicago, Los Angeles, Minneapolis, New Jersey, New York, Philadelphia, San Francisco, Seattle, Washington DC e Vancouver), ma in futuro verrà esteso anche ad altre aree. Andando ad esempio in una delle città citate ed individuati due punti della mappa, cliccando sull’icona Transit in alto a sinistra è possibile visualizzare tutte le informazioni e i percorsi disponibili per andare dall’uno all’altro punto utilizzando i mezzi pubblici.
Attualmente il servizio è disponibile nella versione standard (non funziona in quella Silverlight o su Bing Mobile) e copre undici città del Nord America (Boston, Chicago, Los Angeles, Minneapolis, New Jersey, New York, Philadelphia, San Francisco, Seattle, Washington DC e Vancouver), ma in futuro verrà esteso anche ad altre aree. Andando ad esempio in una delle città citate ed individuati due punti della mappa, cliccando sull’icona Transit in alto a sinistra è possibile visualizzare tutte le informazioni e i percorsi disponibili per andare dall’uno all’altro punto utilizzando i mezzi pubblici.
USB 3.0 anno 2011
Non che non sia già disponibile sul mercato. Infatti attualmente esistono già circa 120 soluzioni USB 3.0 certificate ed entro fine 2010 NEC dovrebbe consegnare 20 milioni di controller xHCI (Extensible Host Controller Interface) compatibili con il nuovo standard.
L'USB 3.0 permetterà di ottenere su una periferica esterna prestazioni elevate in fase di trasferimento dati (la velocità massima teorica è di 4,8 Gb/s) paragonabili a quelle ottenibili su un’unità interna connessa mediante un controller SATA. Ma non è l’unico vantaggio: USB 3.0 consentirà anche di abbassare i consumi del controller e di gestire flussi video su connessione USB in sistemi multidisplay.
USB 3.0 in pratica sarà 10 volte piu' veloce dell' USB 2.0: i dati, anziché a 480 Mbit/s vengono trasferiti fino a 5 Gbit/s e cio' permette all'USB SuperSpeed di surclassare non solo tutti i suoi predecessori ma anche tutte le altre interfacce di trasferimento concorrenti come la SATA, la Fire Wire ecc..
Per rendere possibile una velocità di trasferimento così elevata, l'USB 3.0 è stato internamente riproggettato, mantenendo però la retrocompatibilità con gli standard precedenti: questo significa che tutti i dispositivi che funzionano con interfaccia 2.0, continueranno a funzionare anche con la porta USB 3.0.
Lo standard USB 3.0 puo' funzionare a 4 modalità differenti di cui tre ereditate dall'interfaccia USB 2.0: LowSpeed 1,5 Mbit/s, FullSped 12 Mbit/s, HighSpeed 480 Mbit/s e SuperSpeed 5 Gbit/s.
Esternamente il connettore Usb 3.0 è identico alle vecchie versioni ma al suo interno sono presenti ben nove pin invece di quattro. I cinque pin aggiuntivi servono per la modalità SuperSpeed mentre i 4 pin davanti restano immutati per consentire la retrocompatibilità con lo standard USB 2.0.
I connettori USB 3.0 di tipo A rimangono invariati, il tipo B aumenta in altezzamentre il Micro USB AB prevede un'appendice per i pin SuperSpeed.
lunedì 19 luglio 2010
Durex Baby per chi non vuole ....indossarlo...
Siamo sinceri, c'è ancora una buona fetta di uomini che non ne vuole proprio sapere, fregandosene di rischi e malattie.
Allora i genialacci della campagna di Durex che hanno creato? Una bella applicazione per per iPhone che mostra con tutta evidenza che cosa può capitare a far cazzate... nel mentre si evitano anche le malattie...
non c'è che dire
Allora i genialacci della campagna di Durex che hanno creato? Una bella applicazione per per iPhone che mostra con tutta evidenza che cosa può capitare a far cazzate... nel mentre si evitano anche le malattie...
Durex Baby from Peter Ammentorp on Vimeo.
non c'è che dire
lunedì 26 aprile 2010
State molto attenti a ciò che fate su Facebook
Un hacker di nome Kirllos sta vendendo un numero senza precedenti di account di vari utenti FB, offerti a prezzi stracciati.
I ricercatori di VeriSign iDefense, hanno tenuto rivolto l'attenzione su un tale Kirllos apparso sul WEB, poichè lo stesso aveva da vendere circa 1 milione e mezzo di account di Facebook.
Dal canto suo, il noto social network non ha smentito la notizia quindi chi tace...
Se si riveleranno veritiere le informazioni riguardarti il furto di identità vorrà dire che circa uno ogni 300 utenti di Facebook è stato hackerato.
Facebook ha oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo, molti dei quali sono vittime di truffe quasi giornalmente (molte volte grazie anche alla stipidità e la superficialità con cui si utilizza il social network.
Spesso la tattica praticata per rubare le pwd è quella di inviare via mail, alcuni collegamenti Web che portano a software malevolo, facendo credere agli amici che si tratti di video divertenti o sensazionalistici.
Molti degli utenti contattati seguiranno i link poiché hanno fiducia nel proprio amico WEB, finendo inevitabilmente per essere attaccato dal "malware" che viene installato. I criminali in questo modo rubano password, accededono a conti bancari, o usanore il computer infetto per inviare spam o lanciare attacchi di distributed denial of service.
A parte che ogni giorno vedo gente che ti manda link a un'amenità di applicazioni vergognose che vi sconsoglio di utilizzare mi sento di ricordarvi che è sempre bene registrarsi senza inserire nel sito dati strettamente personali.
Regola semplice ma che troppe volte si sottovaluta...
I ricercatori di VeriSign iDefense, hanno tenuto rivolto l'attenzione su un tale Kirllos apparso sul WEB, poichè lo stesso aveva da vendere circa 1 milione e mezzo di account di Facebook.
Dal canto suo, il noto social network non ha smentito la notizia quindi chi tace...
Se si riveleranno veritiere le informazioni riguardarti il furto di identità vorrà dire che circa uno ogni 300 utenti di Facebook è stato hackerato.
Facebook ha oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo, molti dei quali sono vittime di truffe quasi giornalmente (molte volte grazie anche alla stipidità e la superficialità con cui si utilizza il social network.
Spesso la tattica praticata per rubare le pwd è quella di inviare via mail, alcuni collegamenti Web che portano a software malevolo, facendo credere agli amici che si tratti di video divertenti o sensazionalistici.
Molti degli utenti contattati seguiranno i link poiché hanno fiducia nel proprio amico WEB, finendo inevitabilmente per essere attaccato dal "malware" che viene installato. I criminali in questo modo rubano password, accededono a conti bancari, o usanore il computer infetto per inviare spam o lanciare attacchi di distributed denial of service.
A parte che ogni giorno vedo gente che ti manda link a un'amenità di applicazioni vergognose che vi sconsoglio di utilizzare mi sento di ricordarvi che è sempre bene registrarsi senza inserire nel sito dati strettamente personali.
Regola semplice ma che troppe volte si sottovaluta...
sabato 17 aprile 2010
Una scelta difficile...
Preso dalla tentazione di cambiare gestore telefonico e approfittare dell'offerta che mi permetterebbe di avere un telefonino a scelta tra l'Iphone o il nokia97 cerco qualche risposta nelle comparative. Se qualcuno di voi ha suggerimenti o consigli ben venga...
certo, a leggere pagine come questa altro che dissolti i dubbi....
è una tragedia scegliere....
certo, a leggere pagine come questa altro che dissolti i dubbi....
è una tragedia scegliere....
mercoledì 7 aprile 2010
Giornali
Semplicissimo da utilizzare, Giornali riunisce all'interno del programma la maggior parte delle testate giornalistiche italiane più diffuse (una ventina circa). Il tutto sullo proprio smartphone.
Il punto di forza di Giornali è la lettura delle news direttamente browser web del proprio smartphone utilizzando poca banda utilizzata per scaricare e rendere disponibili all'utente i contenuti. Come una sorta di aggregatore di feed, Giornali propone per ognuna delle testate in elenco un indice completo delle notizie più recenti, utilizzando una grafica e una facilità di lettura sconosciuti ad alcuni programmi concorrenti.
Ultima informazione importante: Giornali è totalmente gratuito e disponibile nell'Android Market.
Il punto di forza di Giornali è la lettura delle news direttamente browser web del proprio smartphone utilizzando poca banda utilizzata per scaricare e rendere disponibili all'utente i contenuti. Come una sorta di aggregatore di feed, Giornali propone per ognuna delle testate in elenco un indice completo delle notizie più recenti, utilizzando una grafica e una facilità di lettura sconosciuti ad alcuni programmi concorrenti.
Ultima informazione importante: Giornali è totalmente gratuito e disponibile nell'Android Market.
lunedì 5 aprile 2010
Facebook: in arrivo un worm che carpisce le password
Poco più di un anno è trascorso dall'arrivo di 'Koobface', che fece strage fra gli utenti del popolare social network.Ora un nuovo virus minaccia in modo massivo gli utenti di Facebook: E' in arrivo un'ondata di messaggi spam di posta elettronica potenzialmente molto pericolosi trattandosi di un software maligno di tipo 'worm' che è in grado di sottrarre le password degli utenti sotto forma di un'e-mail proveniente da Facebook che segnala la necessità di reimpostare le proprie credenziali per l'accesso al social network.
La mail contiene un allegato con i nuovi dati di accesso che in realtà sono il codice maligno. Una volta aperto, il file scarica automaticamente sul pc diversi tipi di programmi dannosi, compreso un virus di tipo 'password stealer', in grado di accedere a qualsiasi combinazione di username e password presente sul computer, dalle informazioni bancarie ai dettagli di accesso alle email.
Se anche una piccola percentuale degli utenti si farà "fregare" con un rapido calcolo se ne deduce che saranno milioni i pc ad essere infettati considerando che gli utenti di facebook sono circa 400 milioni...
occhio ragazzi!
La mail contiene un allegato con i nuovi dati di accesso che in realtà sono il codice maligno. Una volta aperto, il file scarica automaticamente sul pc diversi tipi di programmi dannosi, compreso un virus di tipo 'password stealer', in grado di accedere a qualsiasi combinazione di username e password presente sul computer, dalle informazioni bancarie ai dettagli di accesso alle email.
Se anche una piccola percentuale degli utenti si farà "fregare" con un rapido calcolo se ne deduce che saranno milioni i pc ad essere infettati considerando che gli utenti di facebook sono circa 400 milioni...
occhio ragazzi!
lunedì 8 marzo 2010
Quando la pazienza non ha fine...
3 minuti, solo 3 minuti....recita una nota canzone del gruppo publiese dei negramaro. Ma un fotografo di Chicago è riuscito a fare tutto in due minuti. Tutto cosa? E' riuscito a realizzare un video di soli due minuti contenenti migliaia e migliaia di foto. Tutte quelle necessarie per mostrare la realizzazione della Triump Tower di Chicaco senza perdere una virgola. Realizzazione eseguita in quattro anni di intenso lavoro..
altro che lavori italiani dell' autostrada del sud....

gustatevi questo video spettacolare:
altro che lavori italiani dell' autostrada del sud....

gustatevi questo video spettacolare:
venerdì 5 marzo 2010
Musica di alta qualità ma le casse non si vedono
Una novità high tech che di sicuro farà la gioia di quanti, amanti della bella musica ma anche fanatici dell'arredamento, potranno godere di entrambe le cose senza che ingombranti e vistose casse "oscurino" la bellezza dei loro arredi.

Stiamo parlando di fantastici speaker creati dalla società inglese Ferguson Hill in fibra plastica che li rende completamente trasparenti e gli conferisce una grande qualità del suono riprodotto, grazie anche ad un sub e un amplificatore, sempre trasparenti di livello altamente professionale.

Gli speaker hanno le più svariate dimensioni. Da quelle per notebook e desktop a quelli grandissimi da salotto che permettono al suono di espandersi in maniera veramente pregevole per tutto l'ambiente. Questa realizzazione sembra quasi nata sfruttando l'idea "minimalista" del mac con i quali si sposano in maniera divina.
A riguardo dei prezzi ovviamente le cifre sono un po' altine. Sia che si scelgono le casse piccole per la scrivania fino ad arrivare a quelle "big" per le quali occorre staccare un assegno da 15000 sterline per "non vederle" raggianti e imperiose nel nostro salone.

Stiamo parlando di fantastici speaker creati dalla società inglese Ferguson Hill in fibra plastica che li rende completamente trasparenti e gli conferisce una grande qualità del suono riprodotto, grazie anche ad un sub e un amplificatore, sempre trasparenti di livello altamente professionale.

Gli speaker hanno le più svariate dimensioni. Da quelle per notebook e desktop a quelli grandissimi da salotto che permettono al suono di espandersi in maniera veramente pregevole per tutto l'ambiente. Questa realizzazione sembra quasi nata sfruttando l'idea "minimalista" del mac con i quali si sposano in maniera divina.
A riguardo dei prezzi ovviamente le cifre sono un po' altine. Sia che si scelgono le casse piccole per la scrivania fino ad arrivare a quelle "big" per le quali occorre staccare un assegno da 15000 sterline per "non vederle" raggianti e imperiose nel nostro salone.
lunedì 25 gennaio 2010
Da Tim una "chiavetta" superveloce.
Già è difficile raggiungere velocità di 7,2 Mbps, adesso poi che sono in molti ad utilizzare questo metodo per navigare il Web, che l’operatore mobile Tim ha annunciato l’arrivo di una nuova chiavetta che consente velocità di ben 14,4 Mbps, esattamente il doppio di quella teorica attuale.
Si tratta della velocissima Onda MT825UP, una nuova Internet Key lanciata da Tim al costo di 89 euro, con 100 ore di traffico Internet al mese al prezzo mensile, per i primi sei mesi, di 10 euro.
Questa offerta, denominata Promo Chiavetta affianca le altre due, in abbonamento, denominate Data Kit 20 Flexi e Data Kit 10 Flexi che permettono di avere, rispettivamente, 100 ore al mese con 20 euro e 30 ore al mese con 10 euro. In questi casi l’abbonamento ha una durata minima di 24 mesi e la chiavetta è inclusa.
In realtà quel che è certo è che si parla di velocità "teoriche" ben lontano, a parere dello scrivente, da quella che è la realtà di navigazione della stragrande maggioranza degli utenti.
Questo perchè la velocità teorica massima che si può raggiungere con questa chiavetta è di 3.6Mbit in download e 768Kbit in upload e questo perchè sugli apparati installati ( con tecnologia Ericsson o Nokia-Siemens che ha prestazioni analoghe) è presente solo il 2° layer (e solo nei grandi centri urbani) che fornisce capacità HSDPA di livello base. Inoltre, anche se avessero installato l'upgrade per raggiungere i 7.2Mbit (sempre teorici), esistono comunque i colli di bottiglia dati dai link via cavo o via ponte radio che interconnettono gli impianti con i "centri stella", dimensionati in gran parte ancora al GSM, quindi 2 Mbit di banda massima. Attualmente forse ci saranno 2-3 siti in test a 14.4Mbit. Insomma, la tecnologia c'è ed è valida, se ben configurata!! Mancano gli investimenti.
Da riscontri pratici personali e di amici al massimo sono riuscito a navigare a 1,5 Mbit/s con chiavetta "veloce" della 3. Con Vodafone è uguale.
Gli apparati UMTS che monta "3" hanno già installato il 1° layer HSDPA, quindi nominalmente tutta la rete 3 è capace di far viaggiare a 1.8Mbit, ma questo accade solo quando su quel settore vi è collegato una sola persona, in quanto le configurazioni di centrale danno priorità massima al traffico voce, quindi basta una singola telefonata per suddividere la banda disponibile in rapporto di 70%-30% in favore del traffico voce. Sembra un'idiozia, invece è una scelta aziendale!
venerdì 22 gennaio 2010
Una TV alimentata da "elettricità wireless"
Si chiama WiTricity, la tecnologia di trasmissione wireless mediante elettricità che ha permesso alla Haier di presentare una TV che funziona grazie ad un particolare fenomeno fisico chiamato “isorisonanza” e legato all’accoppiamento di fonti elettromagnetiche.
Di certo i visitatori del CES di Las Vegas sono rimasti meravigliati nel vedere un apparecchio che senza l'ausilio del cavo di alimentazione era perfettamente acceso e funzionante. Per giunta collegato a una videocamera HD o lettore blu-ray (sempre senza cavo).
In pratica con la tecnologia WinTricity detta anche “non-radiation magnetic resonance coupling”, ricevitori e trasmettitori vibrando alla stessa frequenza, creano una risonanza in grado di trasferire l’energia elettrica wireless.
Per quanti si chiedano se troppe onde radio in un'ambiente chiuso alla lunga non faranno bene oppure a che distanza occorre tenersi dal raggio di azione della WiTricity, i fautori della tecnologia dicono che il sistema ècertificato (FCC, IEEE e 3C) e sicuro e senza radiazioni nocive.
Indubbiamente se effettivamente il sistema confermerà che la tecnologia è sicura e senza controindicazioni salutari a breve il nostro "quotidiano" sarà finalemente sgombro da ingombranti e fastidiosi cavi e "fronzoli" vari. Ne beneficerà anche l'arredamento.
Di certo i visitatori del CES di Las Vegas sono rimasti meravigliati nel vedere un apparecchio che senza l'ausilio del cavo di alimentazione era perfettamente acceso e funzionante. Per giunta collegato a una videocamera HD o lettore blu-ray (sempre senza cavo).
In pratica con la tecnologia WinTricity detta anche “non-radiation magnetic resonance coupling”, ricevitori e trasmettitori vibrando alla stessa frequenza, creano una risonanza in grado di trasferire l’energia elettrica wireless.
Per quanti si chiedano se troppe onde radio in un'ambiente chiuso alla lunga non faranno bene oppure a che distanza occorre tenersi dal raggio di azione della WiTricity, i fautori della tecnologia dicono che il sistema ècertificato (FCC, IEEE e 3C) e sicuro e senza radiazioni nocive.
Indubbiamente se effettivamente il sistema confermerà che la tecnologia è sicura e senza controindicazioni salutari a breve il nostro "quotidiano" sarà finalemente sgombro da ingombranti e fastidiosi cavi e "fronzoli" vari. Ne beneficerà anche l'arredamento.
venerdì 15 gennaio 2010
Regalo di Babbo Natale in ...."ritardo"
Così definito da "Altroconsumo" alla manovra che il governo si appresta a compiere attraverso decreto nei confronti della Siae.
Il cosidetto "equo compenso" riguarderà tutti i dispositivi dotati di memoria. In pratica una tassa su pc e telefonini per dare soldi alla Siae (società degli autori ed editori, nrd).
Qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova "tassa". Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a "compenso" della copia privata. Cioè del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati. Finora però l'equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori.Tra breve invece, in prodotti come i cellulari, ci sarà una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto. Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c'è una quota (in centesimi) per ogni GB.E se si considera che oramai prodotti con 250, 500 o un terabyte (1000GB, nrd) sono il "taglio" medio che i consumatori aquistano, si può immaginare di che movimento di denaro si movimenterà.
Altroconsumo e l'associazione confindustriale Asstel, oppostisi con tutte le forze (ma senza successo) al decreto nelle scorse settimane, hanno fatto notare che anche in altri Paesi europei c'è l'equo compenso, ma non a questi livelli e non esteso a così tanti prodotti.
L'assurdo è che in Italia l'industria o i consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c'entrano nulla con la copia privata. O che c'entrano solo marginalmente. È raro, in effetti, usare la memoria di un cellulare per ospitare copia della musica comprata su cd; ancora più improbabile che lo si faccia per i film in dvd. "Impossibile, inoltre, usare l'hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l'equo compenso si applicherà anche a tali prodotti.
Il cosidetto "equo compenso" riguarderà tutti i dispositivi dotati di memoria. In pratica una tassa su pc e telefonini per dare soldi alla Siae (società degli autori ed editori, nrd).
Qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova "tassa". Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a "compenso" della copia privata. Cioè del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati. Finora però l'equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori.Tra breve invece, in prodotti come i cellulari, ci sarà una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto. Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c'è una quota (in centesimi) per ogni GB.E se si considera che oramai prodotti con 250, 500 o un terabyte (1000GB, nrd) sono il "taglio" medio che i consumatori aquistano, si può immaginare di che movimento di denaro si movimenterà.
Altroconsumo e l'associazione confindustriale Asstel, oppostisi con tutte le forze (ma senza successo) al decreto nelle scorse settimane, hanno fatto notare che anche in altri Paesi europei c'è l'equo compenso, ma non a questi livelli e non esteso a così tanti prodotti.
L'assurdo è che in Italia l'industria o i consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c'entrano nulla con la copia privata. O che c'entrano solo marginalmente. È raro, in effetti, usare la memoria di un cellulare per ospitare copia della musica comprata su cd; ancora più improbabile che lo si faccia per i film in dvd. "Impossibile, inoltre, usare l'hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l'equo compenso si applicherà anche a tali prodotti.
giovedì 14 gennaio 2010
Finalmente si può rispondere a facebook con un messaggio email
Il noto social network Facebook ha annunciato una nuova funzionalità che farà contenti tanti utenti che, come il sottoscritto, sono impossibilitati a connettesi a fb in ambienti come l'ufficio dove vigono delle policy restrittive. Con una nuova funzionalità ora è possibile rispondere ai commenti di Facebook semplicemente rispondendo alla mail che ci arriva quando qualcuno ha scritto qualcosa sulla nostra bacheca. Il contenuto della mail infatti, verrà inviato come commento.
Facile e veloce. Grazie a questa funzionalità ridono anche tutti i pigri, i quali non avranno più bisogno di andare su Facebook e poi rispondere al commento.
Come fare? Basta verificare la propria situazione nella sezione Notifiche: devono essere abilitati i commenti su post e foto.
L’unico rischio, in particolare per gli utenti più attivi, è quello di essere letteralmente sommersi da decine di email al giorno! Bravo Facebook.
Facile e veloce. Grazie a questa funzionalità ridono anche tutti i pigri, i quali non avranno più bisogno di andare su Facebook e poi rispondere al commento.
Come fare? Basta verificare la propria situazione nella sezione Notifiche: devono essere abilitati i commenti su post e foto.
L’unico rischio, in particolare per gli utenti più attivi, è quello di essere letteralmente sommersi da decine di email al giorno! Bravo Facebook.
Prima o poi doveva arrivare pure lei...
Vi starete sicuramente domandando di chi parliamo. E' alta 1 metro e settanta, pesa 54 KG. Una nuova modella destinata a riempire i vari reality e talk-show del momento? No.
E' "semplicemente" la prima donna robot più sexy del mondo. Avete capito bene. Robot.
E in più non è sola. E' stata costruita da un gruppo di fan della robotica del New Jersey, in cinque modelli con relativa (diversa)personalità. La sex robot piega gambe e braccia, ma non è in grado di camminare.
Vi è, per esempio, Wild Wendy: è avventurosa ed espansiva;
Frigid Farrah, al contrario, è timida e riservata
Susan, invece, è l'ideale per chi ama i giochi spinti.
Il donna-robot parla, cambia tonalità della voce ed ha un repertorio incredibile di frasi. E mille modi diversi di modularla, grazie ad un sofisticatissimo apparecchio inserito al suo interno.
Il fatto di essere così elaborata, smarca Roxxxy dall'essere bollata come un semplice giocattolo. Perché, come dice lei stessa: "io sono molto di più".
L'automa sente quando viene toccata o accarezzata. Si può collegare alla rete, e ricevere dalla True Companion assistenza tecnica e aggiornamenti riguardo al programma del modello scelto. Inoltre è un sex robot molto fedele. Per adesso, si può comprare solo in Usa ed Europa, ma nel prossimo futuro chissà che la vendita sarà estesa anche agli altri continenti. Il prezzo? Dai 7.000 ai 9.000 dollari, seconda il modello scelto.
E non è finita quì. A breve verrà messo in vendita anche Rocky, sex robot destinato a donne e gay.
Che dire...certo che un vantaggio c'è........
Paghi 7-9000 dollari, però poi non ti costa niente in scarpe: pensate un po' quante paia ne comprano le nostre metà nell'arco di un solo anno!
E' "semplicemente" la prima donna robot più sexy del mondo. Avete capito bene. Robot.
E in più non è sola. E' stata costruita da un gruppo di fan della robotica del New Jersey, in cinque modelli con relativa (diversa)personalità. La sex robot piega gambe e braccia, ma non è in grado di camminare.
Vi è, per esempio, Wild Wendy: è avventurosa ed espansiva;
Frigid Farrah, al contrario, è timida e riservata
Susan, invece, è l'ideale per chi ama i giochi spinti.
Il donna-robot parla, cambia tonalità della voce ed ha un repertorio incredibile di frasi. E mille modi diversi di modularla, grazie ad un sofisticatissimo apparecchio inserito al suo interno.
Il fatto di essere così elaborata, smarca Roxxxy dall'essere bollata come un semplice giocattolo. Perché, come dice lei stessa: "io sono molto di più".
L'automa sente quando viene toccata o accarezzata. Si può collegare alla rete, e ricevere dalla True Companion assistenza tecnica e aggiornamenti riguardo al programma del modello scelto. Inoltre è un sex robot molto fedele. Per adesso, si può comprare solo in Usa ed Europa, ma nel prossimo futuro chissà che la vendita sarà estesa anche agli altri continenti. Il prezzo? Dai 7.000 ai 9.000 dollari, seconda il modello scelto.
E non è finita quì. A breve verrà messo in vendita anche Rocky, sex robot destinato a donne e gay.
Che dire...certo che un vantaggio c'è........
Paghi 7-9000 dollari, però poi non ti costa niente in scarpe: pensate un po' quante paia ne comprano le nostre metà nell'arco di un solo anno!
venerdì 6 novembre 2009
Svezia, banda larghissima per tutti, e in Italia?
Descrivere la situazione relativa alla connettività nel nostro paese e a dir poco "vergognosa" se confrontata alla stragrande maggioranza degli altri stati membri della comunità europea.
In Svezia, in previsione di un futuro iperconnesso, entro il 2020 il 90% della popolazione navigherà a 100 mbps mentre in Italia il governo ha distrutto le speranze di avere, in breve tempo, internet banda larga per tutti gli italiani. L'annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi" (riferendosi al cosiddetto "piano Romani" -euroviceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni- che prevedeva uno stanziamento da parte dl governo di 800 milioni nell'ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro).
Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.
Ricapitolando: mentre il governo svedese prevede di attuare un piano a lungo termine per estendere la connettività anche nella lande più inospitali del territorio nazionale prevedendo una prima tappa (per il 2015), quando almeno il 40 per cento della popolazione dovrà essere connessa a 100 mbps, in Italia da tanti mesi quegli 800 milioni sono stati avvolti da un giallo: un decreto già da prima dell'estate li stanziava per la banda larga, ma il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ne ha sempre rimandato l'assegnazione. A nulla sono valse le pressioni, per sbloccare quei fondi, da parte di Telecom Italia, Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), dello stesso Romani e del ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta.
Certo non si parla di diritto alla Rete come in Finlandia, tuttavia il potenziamento delle infrastrutture dovrebbe preparare la Svezia al profilo che Internet assumerà nei prossimi anni: la maggior parte dei servizi offerti ai cittadini avranno una sua interfaccia telematica. Per accogliere la mole di traffico l'allargamento della banda appare dunque inevitabile.
In Italia continueremo come sempre a stare alla finestra, anni luce più indietro, a vedere il mondo scorrere e ad avvertire un senso di impotenza-frustazione-rassegnazione che non si può contrastare in alcun modo.
In Svezia, in previsione di un futuro iperconnesso, entro il 2020 il 90% della popolazione navigherà a 100 mbps mentre in Italia il governo ha distrutto le speranze di avere, in breve tempo, internet banda larga per tutti gli italiani. L'annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi" (riferendosi al cosiddetto "piano Romani" -euroviceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni- che prevedeva uno stanziamento da parte dl governo di 800 milioni nell'ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro).
Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.
Ricapitolando: mentre il governo svedese prevede di attuare un piano a lungo termine per estendere la connettività anche nella lande più inospitali del territorio nazionale prevedendo una prima tappa (per il 2015), quando almeno il 40 per cento della popolazione dovrà essere connessa a 100 mbps, in Italia da tanti mesi quegli 800 milioni sono stati avvolti da un giallo: un decreto già da prima dell'estate li stanziava per la banda larga, ma il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ne ha sempre rimandato l'assegnazione. A nulla sono valse le pressioni, per sbloccare quei fondi, da parte di Telecom Italia, Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), dello stesso Romani e del ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta.
Certo non si parla di diritto alla Rete come in Finlandia, tuttavia il potenziamento delle infrastrutture dovrebbe preparare la Svezia al profilo che Internet assumerà nei prossimi anni: la maggior parte dei servizi offerti ai cittadini avranno una sua interfaccia telematica. Per accogliere la mole di traffico l'allargamento della banda appare dunque inevitabile.
In Italia continueremo come sempre a stare alla finestra, anni luce più indietro, a vedere il mondo scorrere e ad avvertire un senso di impotenza-frustazione-rassegnazione che non si può contrastare in alcun modo.
Seta e silicio sottopelle
Presto i dispositivi digitali potrebbero essere flessibili, biodegradabili e pensati per un impianto a prova di sistema immunitario. Per riconnettere nervi, visualizzare informazioni e potenziare il cervello
La seta unita al silicio possono fornire una svolta nel campo della bioelettronica digitale applicata sottopelle. Una trovata di alta tecnologia su cui è impegnato il professor Brian Litt e i colleghi della Pennsylvania University, che hanno trovato il modo di imprimere circuiti elettronici nanoscopici su un sottilissimo strato di seta, da impiantare appunto sotto la pelle dei pazienti/utenti.
Quantità infinitesimali di silicio, opportunamente agganciate a un substrato di seta fino ad ottenere un dispositivo digitale flessibile ed estremamente malleabile perfettamente tollerabile dall'organismo ospite.
La seta potrà poi essere "smaltita" dal corpo del paziente/utente senza problemi, dicono i ricercatori, mentre per quanto riguarda il tipo di dispositivi concepibili alla Penn sostengono di poter sviluppare display LED flessibili con una funzione non molto dissimile dalle super-lenti a contatto realizzate in quel di Washington: e le altre applicazioni ipotizzabili spaziano dalla visualizzazione dell'attuale livello di zuccheri nel sangue per i diabetici, a più banali orologi digitali sottopelle.
Sul lungo periodo Litt dice di poter usare l'accoppiata seta-silicio per ripristinare le connessioni interrotte tra nervi, una prospettiva che porta dritta al ripristino di funzionalità negli arti paralizzati a causa di malattie degenerative o incidenti, e persino all'aderenza diretta dei tessuto-circuiti col cervello per stimolare i neuroni e tenere opportunamente sotto controllo patologie cerebrali invalidanti come il morbo di Parkinson.
Certo è che per ottenere tutta meraviglia tecnologica occorrerà affrontare e risolvere problematiche complesse come la rimozione degli elementi oro e titanio dai circuiti e non da poco, su come verrà "sfamato" il bisogno energetico dei biodispositivi.
La seta unita al silicio possono fornire una svolta nel campo della bioelettronica digitale applicata sottopelle. Una trovata di alta tecnologia su cui è impegnato il professor Brian Litt e i colleghi della Pennsylvania University, che hanno trovato il modo di imprimere circuiti elettronici nanoscopici su un sottilissimo strato di seta, da impiantare appunto sotto la pelle dei pazienti/utenti.
Quantità infinitesimali di silicio, opportunamente agganciate a un substrato di seta fino ad ottenere un dispositivo digitale flessibile ed estremamente malleabile perfettamente tollerabile dall'organismo ospite.
La seta potrà poi essere "smaltita" dal corpo del paziente/utente senza problemi, dicono i ricercatori, mentre per quanto riguarda il tipo di dispositivi concepibili alla Penn sostengono di poter sviluppare display LED flessibili con una funzione non molto dissimile dalle super-lenti a contatto realizzate in quel di Washington: e le altre applicazioni ipotizzabili spaziano dalla visualizzazione dell'attuale livello di zuccheri nel sangue per i diabetici, a più banali orologi digitali sottopelle.
Sul lungo periodo Litt dice di poter usare l'accoppiata seta-silicio per ripristinare le connessioni interrotte tra nervi, una prospettiva che porta dritta al ripristino di funzionalità negli arti paralizzati a causa di malattie degenerative o incidenti, e persino all'aderenza diretta dei tessuto-circuiti col cervello per stimolare i neuroni e tenere opportunamente sotto controllo patologie cerebrali invalidanti come il morbo di Parkinson.
Certo è che per ottenere tutta meraviglia tecnologica occorrerà affrontare e risolvere problematiche complesse come la rimozione degli elementi oro e titanio dai circuiti e non da poco, su come verrà "sfamato" il bisogno energetico dei biodispositivi.
mercoledì 28 ottobre 2009
Flop della nuova tecnologia: in Piemonte schermi oscurati, antenne che non funzionano.

Ad un mese dallo spegnimento della Tv analogica, il passaggio alla tecnologia digitale si rivela un'odissea. Disagi e proteste non vogliono saperne di placarsi, al contrario si moltiplicano. Canali che spariscono, ricompaiono, si spengono di nuovo. Centinaia i messaggi su forum di ogni genere, blog aperti al solo scopo di scoprirne i segreti, lettere ai giornali, e adesso anche la rivolta degli installatori: «Siamo stati esclusi da qualsiasi piano di conversione, non abbiamo alcun numero di telefono dedicato al quale rivolgerci, e ormai da settimane siamo lo sfogo dell’ira dei cittadini», dice Umberto Pellegrini, voce torinese della rivolta degli antennisti.
Impianti appena installati «devono essere modificati dopo pochi giorni, perché i segnali cambiano, o cambiano i punti di trasmissione». Sul piede di guerra anche Luigi Ricca, assessore al Commercio del Piemonte: «Nel passaggio al digitale - dice a margine di Alpi365, Biennale della montagna inaugurata venerdì - abbiamo dovuto intervenite noi per i ripetitori tv nei siti montani». E polemica riaccende polemica: «Si parla molto dei problemi della montagna, ma nella pratica c’è chi fa molto poco».
Soltanto nel Piemonte occidentale, il passaggio analogico-digitale sta coinvolgendo 900 Comuni, quasi 1500 impianti riconvertiti, tre milioni di persone interessate. Al momento, il «flop digitale» non è soltanto un problema dei Comuni più piccoli e lontani. Anche nel cuore di Torino il digitale arriva a singhiozzo, o non arriva affatto: «Colpa delle antenne vecchie da aggiornare», ha dichiarato giorni fa a La Stampa Andrea Ambrogetti, presidente di Dgtvi, il Consorzio che ha gestito la fine dell’analogico. «Falso - ribattono gli antennisti - la verità è che molti segnali cambiano in continuazione, interferiscono, o passano da un punto di trasmissione all’altro».
Avremmo dovuto avere - tutti e subito - immagini e audio «pulitissimi», e presto una ricca offerta di canali e servizi interattivi che non esistono ancora. «Con 25 televisioni private che occupano ognuna 5 o 6 canali, più tutte le televisioni nazionali, il Piemonte sta facendo la cavia d’Italia», è il commento del vicepresidente del Corecom, Roberto Rosso, che ha avviato un monitoraggio sulla potenza del segnale dei quaranta ripetitori regionali. «Il problema principale restano quelli di montagna con ancora ampie zone d’ombra - prosegue Rosso -: meglio sarebbe stato se accanto al digitale, almeno per la fase del rodaggio, avessero lasciato ancora l’analogico». Aggiunge: «Anche nel Lazio, mi ha riferito il collega del Corecom di Roma - il segnale dalla Corsica copre quello locale».
venerdì 18 settembre 2009
Facebook chat voice, il telefono diventa social
Se siete stanchi delle solite chat "social" rigorosamente testuali sarete presto accontentati. Entro qualche settimana, infatti, sarà possibile effettuare chiamate ai propri amici su Facebook e su Twitter
Fermate il compulsivo digitare sulla tastiera del pc e prestate più attenzione alle vostre orecchie: i due social network più diffusi, Facebook e Twitter, "smettono" per un attimo di far parlare di sé e, per la prima volta, tirano fuori la voce.
Facebook Voice Chat Facebook ha deciso di pestare i piedi a Skype e a breve offrirà la possibilità ai suoi milioni di utenti di comunicare tra loro attraverso una chat vocale.
Questa volta la tecnologia non è offerta da Mark Zuckerberg ma da Vivox (http://www.vivox.com/), un'azienda americana nota per aver donato la voce agli avatar di Second Life e EVE Online.
Per ora la Voice chat di Facebook si trova allo stadio di beta chiusa, sono in corso alcuni test prima di poterla estendere a tutti.
Terminato il periodo di prova, gli utenti che vorranno utilizzare il servizio dovranno necessariamente scaricare il plug-in Vivox. Un passaggio che all'inizio potrebbe scoraggiarne l'utilizzo.
Comunque, una volta installato il plug-in, la chat vocale si integrerà perfettamente con la normale interfaccia Fb consentendo conversazioni a due oppure a più partecipanti.
Inizialmente solo chi ha già un profilo su Facebook potrà utilizzare il servizio ma il piano di Vivox è ben più ampio e punta a coinvolgere anche chi non ha un account consentendo a chiunque di partecipare a una conversazione in corso.
Inoltre l'azienda metterà la propria tecnologia a disposizione degli sviluppatori terzi di applicazioni per Facebook. Questo significa che ogni gioco o utility potrà avere una propria componente vocale.
@Call di Twitter
I cinguettii si fanno vocali. E' stato lanciato infatti un servizio in beta che permetterà agli utenti di inoltrare chiamate ai propri followers attraverso il Voip di Jajah (http://www.jajah.com/), fornitore Voip.
Gli utenti italiani dovranno avere un po' di pazienza perché, per ora, il servizio sarà disponibile solo negli Usa.
Per aprire una conversazione entrambi gli utenti, oltre a "seguirsi" reciprocamente, dovranno avere un account Jajah (all'atto della registrazione verrà chiesto il proprio numero di telefono, quello che poi squillerà durante una chiamata Twitter).
Una volta effettuata la registrazione e l'accesso a Twitter va inserita la seguente stringa: "@call @username" dove per username si intende il nick dell'utente che si vuole contattare. A questo punto il telefono del proprio follower squillerà. La chiamata sarà inoltrata, almeno per il momento, gratuitamente.
Ovviamente @Call non rivela il numero di telefono delle persone coinvolte nella conversazione, tutto quello che serve è l'username Twitter. Il destinatario, che può anche non essere online, può scegliere di non rispondere alla chiamata.
Il serivizio in beta (per ora funziona ad invito) prevede però una limitazione: le chiamate dureranno al massimo due minuti, il corrispettivo di un cinguettio.
Fermate il compulsivo digitare sulla tastiera del pc e prestate più attenzione alle vostre orecchie: i due social network più diffusi, Facebook e Twitter, "smettono" per un attimo di far parlare di sé e, per la prima volta, tirano fuori la voce.
Facebook Voice Chat Facebook ha deciso di pestare i piedi a Skype e a breve offrirà la possibilità ai suoi milioni di utenti di comunicare tra loro attraverso una chat vocale.
Questa volta la tecnologia non è offerta da Mark Zuckerberg ma da Vivox (http://www.vivox.com/), un'azienda americana nota per aver donato la voce agli avatar di Second Life e EVE Online.
Per ora la Voice chat di Facebook si trova allo stadio di beta chiusa, sono in corso alcuni test prima di poterla estendere a tutti.
Terminato il periodo di prova, gli utenti che vorranno utilizzare il servizio dovranno necessariamente scaricare il plug-in Vivox. Un passaggio che all'inizio potrebbe scoraggiarne l'utilizzo.
Comunque, una volta installato il plug-in, la chat vocale si integrerà perfettamente con la normale interfaccia Fb consentendo conversazioni a due oppure a più partecipanti.
Inizialmente solo chi ha già un profilo su Facebook potrà utilizzare il servizio ma il piano di Vivox è ben più ampio e punta a coinvolgere anche chi non ha un account consentendo a chiunque di partecipare a una conversazione in corso.
Inoltre l'azienda metterà la propria tecnologia a disposizione degli sviluppatori terzi di applicazioni per Facebook. Questo significa che ogni gioco o utility potrà avere una propria componente vocale.
@Call di Twitter
I cinguettii si fanno vocali. E' stato lanciato infatti un servizio in beta che permetterà agli utenti di inoltrare chiamate ai propri followers attraverso il Voip di Jajah (http://www.jajah.com/), fornitore Voip.
Gli utenti italiani dovranno avere un po' di pazienza perché, per ora, il servizio sarà disponibile solo negli Usa.
Per aprire una conversazione entrambi gli utenti, oltre a "seguirsi" reciprocamente, dovranno avere un account Jajah (all'atto della registrazione verrà chiesto il proprio numero di telefono, quello che poi squillerà durante una chiamata Twitter).
Una volta effettuata la registrazione e l'accesso a Twitter va inserita la seguente stringa: "@call @username" dove per username si intende il nick dell'utente che si vuole contattare. A questo punto il telefono del proprio follower squillerà. La chiamata sarà inoltrata, almeno per il momento, gratuitamente.
Ovviamente @Call non rivela il numero di telefono delle persone coinvolte nella conversazione, tutto quello che serve è l'username Twitter. Il destinatario, che può anche non essere online, può scegliere di non rispondere alla chiamata.
Il serivizio in beta (per ora funziona ad invito) prevede però una limitazione: le chiamate dureranno al massimo due minuti, il corrispettivo di un cinguettio.
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